Il mondo segue con preoccupazione la vicenda del Teatro Petruzzelli, in attesa delle decisioni del ministro Bondi in merito alla riapertura. Un bailamme di ipotesi e di congetture agita gli ambienti degli artisti, degli operatori culturali e delle comparse del Trovatore. I venditori di bibite e bruscolini, già autori del manifesto "Le mandorle fresche, le mandorle" per ricordare il vecchio grido dei venditori sul lungomare, sono in riunione in attesa delle decisioni del pensoso ministro. Ma per lui, limportante pare sia procrastinare linaugurazione per non avvantaggiare le attuali maggioranze di centrosinistra al Comune di Bari, alla regione Puglia, alla Provincia. E non vanno sottovalutati i rischi delle circoscrizioni, segnatamente quella della Madonnella che, nonostante il nome, è in odore di socialismo reale. Il Presidente ha i baffi, basti questo. Sospetti anche tre o quattro condomini in un quartiere che sia chiama provocatoriamente Libertà e lassociazione "Uelì uelà la Bari in serie A" tenuta in pugno da un bolscevico che ha chiamato il cane Laurenti in memoria di Beria. Non si può riaprire un teatro per fare un favore ai comunisti. E daccordo lOpus Dei. Per rinviare linaugurazione è stato indetto un concorso tra i funzionari. Va forte lidea di ricontrollare tutte le viti utilizzate per i lavori, circa tre milioni, svitandole e riavvitandole Ottimo anche il pretesto di verificare il gradimento delle tinte con un referendum. Si parla di riverniciare tutto di azzurro forza Italia. Lidea è piaciuta a Celentano. I Savoia, rivendicando il palco reale, intenderebbero approfittare per verificare i risultati del referendum monarchia-repubblica del ?46. Grazie ad indiscrezioni provenienti dagli ambienti dei poeti neo crepuscolari così cari a Bondi, ecco altre opzioni. Durante un torneo di volano si è sentito dire che è allo studio di rinviare sine die lapertura del teatro in attesa di poterlo affidare al papato con apposito rito propiziatorio. Il progetto non dispiace agli ambienti lefevriani e agli intrattabili frati litigiosi di Betlemme. Daccordo lOpus Dei e Celentano. Altri vorrebbero che il teatro diventasse tempio interreligioso. Il progetto potrebbe essere affidato a tale Kemal Fattizz. Presbitero di Tessalonica, vescovo di Bisanzio, è stato visto pellegrinare verso il Gargano in compagnia di frati, monache, foche monache, mullah cinesi, animisti della east coast, buddisti liguri, cantori siberiani, pentiti del Clan Strisciuglio e Celentano. San Michele si sarebbe rifiutato di riceverlo e i direttori generali e lOpus Dei hanno sconsigliato la soluzione e hanno piuttosto suggerito di chiedere a Putin che verrà a Bari a prendersi la Chiesa russa, se non voglia portare a Mosca il Petruzzelli in cambio di un grattacielo di sessanta piani in grado di soddisfare le pretese di tutti gli eredi proprietari che, nel momento in cui scriviamo, assommano a oltre trentamila. E aumentano a vista docchio, mano a mano che il Ministro tergiversa. Il sindaco ha deciso si cambiare luso del numeratore di Piazza Mercantile: invece di contare i secondi mancanti allapertura del teatro, potrebbe, ora, contare le pretese dei padroni in euro. Durante un ballo futurista cè chi assicura di aver sentito parlare di un progetto per spostare il teatro a Punta Perotti al posto degli orrendi palazzi. Ci vorrebbero decenni. Ma lintera comunità di Torre a Mare si è detta disposta a spostarlo a braccia sperando in un rilancio dei ristoranti costieri. Si oppone Gontrano Mazzini Cavour Garibaldi Ferdinando Isidoro che vanta un centoventunesimo di eredità del teatro, perché in un sottoscala del terzordine andava a pomiciare con la morosa e non intende rinunciare allabitudine. Un altro gruppo di pretendenti eredi pare che faccia pressioni su Bondi per trasformare il teatro in casinò, ma gli abituali clienti del circolo Unione si sarebbero opposti per via della concorrenza ai loro tornei di Burraco e di Tresette col morto. Il consulente culturale della famiglia, un elettrauto nipote del capo dellofficina che prima insisteva sullo spazio adiacente al teatro, ha esibito un titolo di proprietà dello spazio e intende piantare al posto dei camerini delle pompe di carburante automatizzate. Il ministro Bondi ha invocato la crisi petrolifera di competenza di altri. Decideremo a testa o croce, ha detto. Daccordo lOpus Dei e Celentano. Intanto le pretese dei padroni crescono. Ora vogliono il teatro ricostruito, tutte le pertinenze delledificio, cantare nelle opere, un miliardo di euro, due quartieri residenziali, tre cabine al Trampolino e la tessera omaggio per la Fiera del Levante. In città qualcuno suggerisce di lasciar loro il teatro e farsi ridare i soldi spesi finora con gli interessi. Poi riavviamo il numeratore e chiediamo lesproprio con legge ordinaria come dagli onesti suggerito. Ministro Bondi, si curi della Storia, non delle cronache: è unottima idea.
BARI - PETRUZZELLI: Controlliamo tutte le viti
Il Teatro Petruzzelli di Bari è chiuso e il ministro Bondi è in attesa di prendere una decisione importante sulla sua riapertura. Gli artisti, gli operatori culturali e le comparse del Trovatore sono preoccupati. I venditori di bibite e bruscolini hanno creato un manifesto per ricordare il vecchio grido dei venditori sul lungomare. Alcuni suggeriscono di rinviare linaugurazione per non favorire le maggioranze di centrosinistra al Comune di Bari. Il Presidente ha i baffi e sospetta di provocazioni. Il Presidente ha anche indetto un concorso tra i funzionari per verificare le viti utilizzate per i lavori e per controllare il gradimento delle tinte.
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