PROGETTO. Ricostruzione curata da Castelvecchio e Università, si potrà accedere al computer Con un salto indietro nel tempo, si va a passeggio nella Verona medievale. Il museo di Castelvecchio, in collaborazione con l'ateneo scaligero, sta lavorando da alcuni anni alla ricostruzione virtuale della città, così come appariva agli occhi dei nostri concittadini più di cinque secoli fa. I monumenti riconoscibili ancora oggi e quelli andati perduti, le chiese, la cinta muraria con le sue porte, gli antichi ponti, ma anche le abitazioni e la rete stradale. Tra pochi mesi, basterà soffermarsi a una delle apposite postazioni computer allestite all'interno del Museo degli affreschi Cavalcaselle, per curiosare tra le strade della Verona medievale. Il progetto, finanziato in buona parte dalla Fondazione Cariverona, è stato presentato ieri in Fiera, all'interno del Salone dei beni e delle attività culturali, dai docenti Gian Maria Varanini, Stefano Lodi e Tiziana Franco dell'Università di Verona, dalla direttrice Paola Marini e Denise Modonesi del Museo di Castelvecchio. Varanini e Lodi si sono soffermati sulla metodologia utilizzata per la ricostruzione, basata soprattutto sull'iconografia rateriana del decimo secolo (una rappresentazione di Verona voluta dall'allora vescovo scaligero Raterio) e sulla Carta dell'Almagià, una mappa quattrocentesca che comprende anche Verona e che venne studiata per la prima volta nel 1923 dal geografo Roberto Almagià. «Il primo è un documento è meno attendibile, perché ritrae una Verona idealizzata», ha spiegato Gian Maria Varanini, «il secondo invece è molto più dettagliato e veritiero». Lodi dal canto suo ha aggiunto: «L'anno prossimo uscirà un'importante pubblicazione in merito, edita da Cierre grafica in collaborazione con l'archivio di Stato veneziano». Ma lo stesso progetto si dedica anche a un recupero più efficace degli affreschi della prima chiesa dedicata ai Santi Nazaro e Celso, scavata nel tufo del monte Costiglione. Le pitture vennero staccate dalle pareti originali già nel 1885 e adesso sono conservate al Museo degli affreschi. L'obiettivo, come ha anticipato la Franco, «è approfondire gli studi sui frammenti e ricomporli per far emergere il più possibile le immagini originarie». In più, ha aggiunto la Modonesi, «verrà fatta una ricostruzione virtuale della grotta dei Santi Nazzaro e Celso, cosicché il visitatore possa farsi un'idea delle pitture integre».L.CO.
Passeggio virtuale nelle strade medievali
Il Museo di Castelvecchio e l'Università di Verona stanno lavorando alla ricostruzione virtuale della città di Verona nel Medioevo. Il progetto, finanziato in parte dalla Fondazione Cariverona, utilizza l'iconografia rateriana e la Carta dell'Almagià per ricostruire i monumenti, le chiese e le strade della città. La ricostruzione sarà possibile attraverso un'applicazione mobile. Il progetto si concentra anche sul recupero degli affreschi della prima chiesa dedicata ai Santi Nazaro e Celso, scavata nel tufo del monte Costiglione. La ricostruzione virtuale della grotta dei Santi Nazzaro e Celso sarà anche possibile. Il progetto sarà presentato pubblicamente nel prossimo futuro.
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