LE REAZIONI (Pl.T.) «Il piano di riordino va avanti e le prossime tappe saranno Piazzale Roma e l'Anconeta - annuncia l'assessore al commercio Giuseppe Bortolussi ci appoggia la Soprintendenza e a breve verrà presentato un piano ufficiale da discutere innanzitutto con le categorie». La decisione del Tar, in pratica, potrebbe costituire un importante precedente che porterebbe a rischio di trasferimento praticamente tutti i banchi della città. A segnare le linee-guida del piano di riordino, infatti, sarebbe la nota della Soprintendenza in cui si indicavano una ventina di aree in cui intervenire. Cioè ogni campo o calle in cui ci sia un mercato. «È un parere quadro lo definisce la soprintendente Renata Codello che individua criticità in alcune aree di Venezia interessate da barriere continue costituite dai banchetti che impediscono la lettura e la fruizione della monumentalità». Mentre dai venditori di souvenir arriva l'intenzione di continuare la battaglia legale di fronte al Consiglio di Stato. «Il 2 dicembre di fronte al Consiglio di Stato si discuterà la vicenda dei fruttivendoli di campo San Giacometto conferma l'avvocato Gaetano Guzzardi, legale degli ambulanti di ruga San Giovanni poi si andrà avanti con i venditori di souvenir». Un passaggio, quello del Consiglio di Stato, sul quale sta lavorando anche l'Avvocatura civica. «Le due ordinanze, sui fruttivendoli e sui venditori di souvenir, ci confortano per quanto riguarda le udienze di merito dice Maurizio Ballarin dell'Avvocatura civica ma non possiamo sottovalutare il giudizio di fronte al Consiglio». Ha saputo della decisione del Tar mentre si trovava a New York, l'assessore Bortolussi. Ma non canta vittoria. Ed è di nuovo l'ipotesi dell'appello al Consiglio di Stato a smorzare gli entusiasmi. «È una tappa importante, ma non abbiamo vinto è il commento a caldo manca il merito, e poi l'appello». Piuttosto traccia la strada per il futuro. «Andiamo avanti, siamo noi a dover fare le cose e le faremo» annuncia. E il lavoro si inserirebbe in una «linea coerente e seria della Soprintendenza che fa parte di un riordino che interessa tutte le attività commerciali su aree pubbliche» aggiunge la Codello. E ricorda che «compito della Soprintendenza non è solo tutelare i palazzi ma garantire la fruizione di tutto il patrimonio architettonico come previsto dal Codice dei beni culturali». Commenti amari sul fronte degli ambulanti. «Il Tar ha fatto un'ordinanza assolutamente identica a quella sui fruttivendoli evidentemente omologando due situazioni diverse dice Guzzardi nella sua requisitoria il Comune sosteneva che non è una questione di viabilità ma di fruizione dei monumenti. Ebbene, in ruga solo l'uscio della chiesa di San Giovanni Elemosinario è vincolato. E il banchetto che si trovava di fronte a quell'uscio è proprio l'unico che ha già deciso di trasferirsi in Campo Bella Vienna».