Dopo lannuncio, è stato consegnato ieri al sindaco Letizia Moratti lappello di cinquecento intellettuali milanesi contro i grattacieli. Primi firmatari Luca Beltrami Gadola, Carlo Montalbetti e Marco Vitale. Tra i tanti che hanno aderito alliniziativa, Guido Artom, Giampaolo Artoni, Paolo Biscottini, Fiorello Cortiana, Rolando Matrodonato, Anita Sonego, Roberto Del Giudice, Damiano Di Simine, Ugo Targetti, Vittorio Gregotti, Guido Martinotti, Michele Sacerdoti, Carla Fossati Bellani, Francesca Zajczyk e Marco Zanuso. «Nel progresso cè la qualità della vita - sta scritto nella lettera al sindaco - Crescita e sviluppo, queste idee passepartout, sono solo due dei molti strumenti del progresso e, se non hanno per fine il progresso stesso, sono mine vaganti che abbagliano e distraggono lintelligenza. Si propone oggi, nel nome della crescita e del progresso, di aumentare in misura enorme il volume costruito nella nostra città e di cercare di attrarre ad essa un numero altissimo di nuovi abitanti, e ciò senza indicare una strategia seria, realizzabile e che tenga conto in modo appropriato dei rapporti tra la grande Milano, dove abitano e presumibilmente continueranno ad abitare tanti cittadini, e la nostra città. È assente invece ogni indirizzo e pensiero su come organizzare la grande Milano secondo limpostazione urbanistica chiamata Città di Città che è stata oggetto di seri studi anche nella nostra città». Prosegue la lettera-appello: «Ledificabilità dei suoli, bene collettivo, è una risorsa finita e non rinnovabile. Siamo dunque preoccupati che un uso disinvolto di questa risorsa ci impoverisca e renda il futuro della città, già poco rassicurante, ancora più incerto e complesso».
MILANO - Appello anti cemento consegnato al sindaco Firmato da 500 intellettuali milanesi
Un gruppo di cinquecento intellettuali milanesi ha inviato una lettera al sindaco Letizia Moratti contro i grattacieli. Tra i firmatari, noti nomi come Luca Beltrami Gadola, Carlo Montalbetti e Marco Vitale. La lettera sostiene che la crescita e lo sviluppo della città non sono solo questioni di aumentare il volume costruito, ma anche di considerare la qualità della vita e la relazione tra la grande Milano e la città stessa. I firmatari si preoccupano che un uso disinvolto dei suoli possa portare a una "povertà" della città e rendere il futuro incerto. La lettera richiede una strategia urbanistica seria e un indirizzo per la gestione della grande Milano.
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