Svelati i contenuti della relazione paesaggistica che sarà discussa il 5 dicembre a Venezia Gli edifici del futuro "campus militare" saranno di colore beige e ocra Un bosco maschererà la Ederle 2. È questo il cuore dell'intervento di mitigazione proposto nella relazione paesaggistica commissionata dai progettisti della Base Usa e consegnata al sindaco Achille Variati. Il dossier, che ieri è stato girato alla commissione Territorio del consiglio comunale, sarà esaminato il 5 dicembre durante una conferenza dei servizi promossa dalla Regione, alla quale prenderà parte anche il Comune. Il progetto definitivo sarà invece analizzato dal Geniodife, sempre nei primi giorni di dicembre. IL BOSCO. Gli interventi di mitigazione paesaggistica saranno molteplici. I progettisti pensano di incrementare la vegetazione, piantando nuovi alberi, riordinando quelli esistenti all'interno dell'aeroporto, creando una fascia boschiva intorno al perimetro della base Usa e dando vita a un bosco nell'area a nord, verso Caldogno, dove la serpentina del Bacchiglione si fa più vicina al confine del Dal Molin. Inoltre «saranno realizzate opere idrauliche superficiali che consistono in canali naturali in terra lungo il Bacchiglione, a formare un'area umida lineare con spazi per la laminazione, con funzione di trattenere i solidi sospesi e ridurre l'inquinamento, grazie alla presenza di vegetazione acquatica e igrofila. La funzione di questi canali è di raccolta delle acque piovane, depurarle, alimentare la falda e, per le parti in eccesso, convogliarle verso il fiume». IL CAMPUS. «Il concetto di base nella progettazione dell'opera - si legge nella relazione eseguita dallo studio "Alberto Izzo partners" di Napoli - è stato quello della creazione di un "campus" per il personale militare, ecologicamente sostenibile e in grado di favorire la mobilità pedonale al suo interno. L'obiettivo di fondo è quello di costruire non semplicemente un insediamento che sia rispondente alle esigenze militari, ma più ambiziosamente una parte di città che un giorno potrà essere restituita al tessuto urbano di contorno e con questo possa facilmente integrarsi». «Gli edifici - prosegue il rapporto - hanno tutti un'altezza contenuta fra uno e tre piani fuori terra, con l'eccezione degli edifici per gli alloggi e le autorimesse che raggiungono i cinque piani fuori terra. Sono privilegiate forme semplici, ma non banali». I basamenti saranno di colore ocra, mentre i piani superiori saranno tinteggiati con una gamma di beige. Gli analisti dichiarano di aver tenuto in considerazione anche il fattore del risparmio energetico. La produzione di energia elettrica, vapore, acqua calda e acqua refrigerata, ad esempio, avverrà tramite una centrale di trigenerazione «ad elevatissima efficienza energetica». Vengono assicurati «un elevato isolamento termico delle pareti, l'utilizzo di materiali ad alta riflettenza solare, l'utilizzo di acqua piovana per l'irrigazione delle aree a verde, la riduzione del consumo di acqua potabile mediante l'utilizzo di rubinetterie speciali a basso consumo, il controllo dei sistemi di illuminazione». IL SOPRALLUOGO. Claudio Cicero e Domenico Pigato, consiglieri comunali di "Impegno a 360", nel frattempo hanno presentato al Geniodife una richiesta di poter effettuare un sopralluogo nell'area militare del Dal Molin per «verificare la correttezza dell'andamento dei lavori di bonifica».