Il commissario: "La talpa avanza 20 metri al giorno" Seduto al lungo tavolo ovale della sala Molajoli, intorno al quale è stato collegialmente deciso nei mesi scorsi labbattimento dei pini di piazza Venezia nel corso delle riunioni settimanali sulle linee metro, il commissario straordinario del governo Roberto Cecchi tira fuori per la prima volta da agosto le sue carte: «Quegli alberi erano un sacrificio necessario, per la metro e per la storia di Roma antica: capisco il dolore della gente, ma non è detto che non si possano ripiantare», precisa. Poi, tra progetti, dossier e mappe, larchitetto fiorentino chiamato a mediare sulle metropolitane tra Comune, Soprintendenza, Roma Metropolitane e costruttori, prova a dare una spinta alla metro C. «Il lavoro va avanti bene, stiamo recuperando il tempo perduto. La talpa della C ha superato la fermata Giardinetti e quasi raggiunto la stazione Lodi». A 35 metri di profondità, 24 ore su 24, la "mangia-terra" procede al ritmo di 20 metri al giorno. «Invece erano previsti 12 metri e questo ci permette di ridurre i ritardi accumulati sulle altre tratte. È vero - aggiunge al San Michele il direttore Generale per i beni architettonici e storico artistici del ministero Beni culturali - i punti problematici della metro C sono sulle tratte T2 e T3 (ossia i 7 chilometri e 8 stazioni previste tra Clodio-Mazzini a piazza Venezia e dal Colosseo fino a San Giovanni, ndr). Ma cè da dire che intanto sta per partire la D». Per una linea che aspetta per vedere la luce (la consegna era prevista per il 2011 ma già si parla almeno del 2013) che siano finite le indagini archeologiche per le uscite a piazza Santa Maria di Loreto come a piazza Paoli, unaltra, la D (i capolinea sono a Montesacro-Ojetti e a Eur-Agricoltura), che corre sui binari delliter burocratico: «Le procedure per andare alla gara sono pronte e, passati i 9 mesi di legge, è presumibile che a fine 2009 avremo individuato il concessionario» annuncia Cecchi, augurandosi «di poter anticipare di qualche mese le indagini archeologiche previste dal cronoprogramma per il 2010». Gli scavi preventivi, «che sono anche una grande occasione di conoscenza e di studio», gli archeologi già lo sanno, incontreranno reperti importanti sul percorso della D a San Silvestro, Trastevere e piazza Fiume. E i ritardi per le ricerche delle antichità sulla C? «Siamo dentro la media internazionale, considerando che dal punto di vista archeologico Roma è la città più importante al mondo». La percentuale di spesa per le indagini archeologiche «è sotto il 3 della spesa totale che si ha ad Atene». Tra le certezze di Cecchi cè che «lincertezza sui tempi di consegna è naturale se si fanno le indagini archeologiche». Ma anche che la fermata della Chiesa Nuova su corso Vittorio si farà certamente. «Abbiamo fatto indagini storiche approfondite nel sottosuolo - sottolinea soddisfatto larchitetto, contento di mettere il suo know how al servizio degli archeologi - e abbiamo visto che le uscite potranno passare nello scavo fognario che nellOttocento ha distrutto tutte le preesistenze: così il canale romano, e leventuale cenotafio di Agrippa, non saranno minimamente toccati». Altra certezza di Cecchi è che, in termini di demolizioni delle preesistenze, «i sacrifici sono indispensabili». Ma anche che a piazza Venezia le demolizioni saranno più indolori del previsto. Al centro della piazza ora sta tornando laiuola. Ma nel 2009 le paratie, previste per continuare lo scavo archeologico e cominciare quello per il condotto di areazione, «saranno messe su un solo lato, uno meno del previsto».
ROMA - "Metro C, ecco le nuove stazioni e per la D appalto in nove mesi
Il commissario Roberto Cecchi ha discusso con gli esperti sulla metro C, che sta procedendo con un ritmo di 20 metri al giorno, superando la fermata Giardinetti e avvicinandosi alla stazione Lodi. La D, un'altra linea della metro, aspetta la consegna, prevista per il 2011, ma gli scavi preventivi sono già iniziati e si aspetta di poter anticipare di alcuni mesi. Gli scavi archeologici sulla C e sulla D sono stati rallentati a causa della mancanza di fondi, ma Cecchi afferma che la percentuale di spesa per le indagini archeologiche è sotto il 3% della spesa totale.
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