«C'è rumore, non dormiamo» Scatta la petizione popolare Questa volta presentando una petizione per la firma di una proposta di iniziativa popolare, da presentare davanti al consiglio comunale, per una nuova regolamentazione della convivenza notturna. L'obiettivo, che si propone il comitato, è quello di coniugare il principio del rispetto delle regole con quello dell'uguaglianza dei diritti di tutti, residenti, esercenti e studenti. «Abbiamo apprezzato i provvedimenti che il sindaco ha preso in questa direzione - dice Paolo Arduini, il principale animatore del comitato - ma la situazione attuale pur essendo sensibilmente migliorata non ci soddisfa ancora». Il risultato di una misurazione dell'Arpat effettuata tra fine settembre e primi di ottobre ha registrato che l'indice di inquinamento acustico notturno in piazza delle Vettovaglie e sul Lungarno Mediceo era notevolmente superiore a quello legalmente consentito. «Questa situazione si va ad aggiungere a quella già presente in piazza delle Vettovaglie - dice Rita Rocca, una delle firmatarie delle petizioni - in cui le telecamere sono servite solo come costosi spaventapasseri, ma ormai non fanno più paura a nessuno, e si è riempita nuovamente di spacciatori e suonatori di borghi e una delle via d'accesso alla piazza, via della Vigna, è diventato un vespasiano a cielo aperto». La proposta di iniziativa popolare riguarda in particolare tre particolare aspetti: l'impatto e l'inquinamento acustico ambientale, la vita notturna e la regolamentazione dell'igiene e della mobilità urbana. Il comitato chiede che venga rispettata scrupolosamente l'ordinanza comunale n. 67 del 2007, che obbligava gli spettacoli che si tenevano in aree vicine alle zone abitate a concludersi entro le 23 nei giorni feriali o le 24 nei giorni festivi o prefestivi, e che venga considerato giorno prefestivo, esclusivamente il sabato e non anche il venerdì. Il comitato propone inoltre che questi spettacoli si tengano al di fuori delle aree residenziali, come ad esempio nell'area Expo a Ospedaletto. «Non siamo solo noi ad affermare che le piazze cittadine non sono adatte per manifestazioni come concerti o sfilate di moda - precisa Arduini - anche il prof. Settis è recentemente intervenuto a difesa delle piazze pisane, che sono patrimonio storico, artistico, umano e sociale, pesantemente aggredito dalla dissennata moda dei concerti in piazza». Il comitato vuole inoltre anticipare di un'ora e mezzo rispetto la chiusura dei bar e dei pub, principale causa, secondo loro, del disturbo della quieta notturna degli abitanti del centro, «Non vogliamo passare, però per quelli che vorrebbero far diventare Pisa una città monastero, ma vogliamo una città in cui vengano rispettati gli spazi e le esigenze di tutti - dice Rosanna Cardia, prima firmataria della proposta di iniziativa popolare e portavoce del comitato - ma crediamo che sia necessaria per i nostri giovani, un'alternativa culturale più educativa rispetto al circuito alcool e spinelli, più comunemente praticato dai nostri giovani». Chi volesse firmare la petizione potrà farlo nella Farmacia Salvioni in Via Oberdan. Se raggiungerà le 150 firme, la proposta di iniziativa popolare verrà discussa in un consiglio comunale aperto. «Ne abbiamo già raccolte 200, in meno di una settimana - conclude - ma ci poniamo come obiettivo di raggiungere le 1000 firme nei prossimi due mesi».
TOSCANA - PISA. "La Cittadella-per la qualità della vita" apre un nuovo versante della sua lotta
Un comitato di cittadini di Pisa ha presentato una petizione per una nuova regolamentazione della convivenza notturna nella città. L'obiettivo è quello di coniugare il rispetto delle regole con l'uguaglianza dei diritti di tutti, residenti, esercenti e studenti. La petizione chiede di rispettare l'ordinanza comunale del 2007 che obbliga gli spettacoli a concludersi entro le 23 nei giorni feriali o le 24 nei giorni festivi o prefestivi, e di considerare il sabato come giorno prefestivo. Il comitato propone inoltre di tenere gli spettacoli al di fuori delle aree residenziali, come l'area Expo a Ospedaletto.
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