Partecipazione italiana, organizzata dal Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali, al "Premio paesaggio 2009", promosso dal Consiglio d'Europa. Scopo del premio e' quello di selezionare una serie di progetti rappresentativi nell'ambito del paesaggio realizzati da almeno tre anni che esprimano, nei fatti, i principi contenuti nella Convenzione Europea del Paesaggio firmata nel 2000 a Firenze. Il concorso e' rivolto ad amministrazioni pubbliche e Ong, anche organizzate in forma di consorzi. "Il premio paesaggio non e' solo l'occasione per costruire un possibile scenario delle politiche territoriali messe in atto dalle amministrazioni italiane negli ultimi anni - ha spiegato Francesco Prosperetti, direttore generale Parc, ente per la qualita' e la tutela del paesaggio, l'architettura e l'arte contemporanea del ministero - ma una opportunita' per la promozione e la diffusione di una rinnovata attenzione nei confronti del paesaggio come patrimonio culturale determinante per lo sviluppo del nostro Paese". "Si vogliono individuare e segnalare gli interventi di politiche sostenibili ed integrate con il territorio di appartenenza (sostenibilita') - conclude Prosperetti - progetti che rappresentino modelli significativi di buone pratiche (esemplarita'), e che rilevino una presenza pubblica deducibile sia dall'integrazione dei diversi livelli amministrativi che dal coinvolgimento delle popolazioni nelle varie fasi di realizzazione (partecipazione), momenti di consapevolezza del valore del patrimonio presente sul territorio (sensibilizzazione)".
L'ITALIA AL PREMIO DEL PAESAGGIO
Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha partecipato al "Premio paesaggio 2009" promosso dal Consiglio d'Europa. Il premio seleziona progetti di paesaggio realizzati da almeno tre anni che esprimano i principi della Convenzione Europea del Paesaggio. Il concorso è rivolto ad amministrazioni pubbliche e Ong. Il direttore generale di Parc, Francesco Prosperetti, ha spiegato che il premio è un'opportunità per promuovere la tutela del paesaggio come patrimonio culturale e per individuare progetti di politiche sostenibili e integrate con il territorio.
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