Il doppio realizzato dalla fonderia Marinelli mostra comera loriginale ai tempi di Lorenzo il Magnifico. Ieri lomaggio di Betori e Bondi Il bronzo di David di Donatello luminescente doro, e la sua copia. Il capolavoro, accanto alla sua versione kitsch nuova di zecca (realizzata dalla fonderia Marinelli)- piena di rilievi doro sui capelli, sulle armi, sui calzari del biondo eroe biblico - che tuttavia ha il merito di raccontarci comera questa celeberrima scultura nel ?400, simbolo delle libertà repubblicane, quando era collocata sopra ad un basamento e una colonna di porfido nel cortile di Palazzo Medici Riccardi: così lo vedeva Lorenzo il Magnifico e così, dallalto, sorvegliava landirivieni dei potenti nel palazzo. David e il suo doppio da oggi sono visibili nel Salone Donatello del Museo nazionale del Bargello: per un anno intero insieme, grazie alla Festa della Toscana 2008, e ai fondi di 200 mila euro della Protezione Civile che hanno permesso il restauro capolavoro di Donatello. Un anno e mezzo di lavoro per la restauratrice Ludovica Nicolai, che ha liberato da patine antiche il bronzo più famoso del Rinascimento. Un recupero nato in sinergia con il Consiglio regionale toscano, come ha ricordato il presidente Riccardo Nencini, introducendo i festeggiamenti di ieri per la fine del restauro, presentato dalla direttrice del Bargello Beatrice Paolozzi Strozzi. Nel pomeriggio, allinaugurazione ufficiale, sono intervenuti Guido Bertolaso, capo della Protezione civile e il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, che ha elogiato «la lezione di bellezza, e la liberà, valore simbolico del David, come fondamento della democrazia». Presenti anche il nuovo arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori, il prefetto Andrea De Martino, con la soprintendente Cristina Acidini, il direttore regionale Mario Lolli Ghetti, i soprintendenti Paola Grifoni e Bruno Santi. (vedi anche su www.firenze.repubblica.it)