Domani primo impatto per Davide Croff con i mille nodi della Biennale. Infatti non ci sarà solo la questione della nomina del nuovo direttore della Mostra del cinema all'odg del consiglio della Biennale. Tra i temi da affrontare, infatti, vi è anche quello di un nuovo Palazzo per la Mostra, contenuto nel piano di rilancio del festival e il cui costo previsto è in circa 60 milioni di euro, ma per il quale la 'stretta' subita dal Comune di Venezia con la Finanziaria, solo in parte compensata da uno specifico emendamento nel recente decreto «mille proroghe», ha lasciato le casse comunali all'asciutto. Dovrà dunque essere eventualmente la Biennale a provvedere con propri fondi, siano questi di provenienza dello Stato o di quei privati che è fra i compiti di Croff cercare. In discussione anche la possibilità di trasferimento di tutti gli uffici della Biennale dalla sede di Cà Giustinian a Palazzo Querini Dubois, di proprietà delle Poste Italiane e dove già ha sede la presidenza. Una soluzione che porrebbe almeno per ora fine all'ipotesi di un trasferimento della Fondazione negli spazi demaniali di Punta della Salute, bisognosi di troppi restauri, e che sarebbe in carico al Comune per le spese di affitto aggiuntive. Nella fitta agenda dei lavori, anche la modifica dello statuto resa necessario dal recente decreto che trasforma l'istituzione in Fondazione, la conferma di Forster alla direzione del settore Architettura - la mostra è fissata tra settembre e novembre - e quella dei direttori per la danza, la musica e il teatro - rispettivamente Karole Armitage, Giorgio Battistelli e Massimo Castri, i cui programmi saranno presentati in aprile. Prevista anche la riconferma per Romeo Castellucci per il teatro e di Ismal Ivo per la danza per il 2005, i soli già individuati dal precedente cda per il prossimo anno, in cui cadrà anche la Mostra delle arti visive. Probabilmente slitteranno invece altri due temi come quello, cruciale, della patrimonializzazione della nuova Fondazione e quello della nomina del direttore generale previsto dalla riforma in sostituzione del coordinatore generale (incarico coperto finora da Paolo Gardin, che nei giorni scorsi ha dato le dimissioni). Intanto continua il dibattito innescato dalla consulenza offerta a De Hadeln con la contestuale richiesta di riservatezza che, fanno osservare in Biennale, figura comunque in tutti i contratti professionali. Il presidente del Consiglio comunale di Venezia, Mara Rumiz, ha formulato ieri a Croff e al cda «i migliori auguri di buon lavoro», trasmettendogli nel contempo i due ordini del giorno approvati dal Consiglio nei mesi scorsi, all'epoca del dibattito sulla riforma. Documenti in cui, sottolinea la Rumiz, si esprimeva l'esigenza di «sviluppare 1' autonomia e l'indipendenza della Biennale» quale risorsa per lo sviluppo della città e del suo ruolo internazionale. Infine il deputato Ds, Andrea Martella, da parte sua, ha formalizzato sempre ieri un'interrogazione al ministro Urbani in cui si chiede fra l'altro «se rispondano al vero le voci secondo le quali il ministro sarebbe contrario alla riconferma di De Hadeln a direttore della Mostra del Cinema di Venezia».