Emiliano replica: "È una violenza, la Fenice fu inaugurata prima del collaudo" Lassessore Godelli "Lintenzione è di non stanziare i 7 milioni restanti e di chiedere indietro i 6,5 milioni già dati" Sandro Bondi si sbilancia. Michele Emiliano perde la pazienza. La riapertura del Teatro Petruzzelli a marzo, annunciata ieri dal ministro per i Beni culturali, non placa lira del sindaco. «È una violenza - sbotta Emiliano - A Milano, come a Venezia, Roma o Bologna nessuno avrebbe mai avuto il coraggio di fare quello che stanno facendo a una delle capitali del Sud». Il ministro Bondi, che ieri ha convocato per il 9 dicembre il tavolo tecnico con enti locali e proprietà privata, ha ribadito che il Teatro Petruzzelli non può riaprire in assenza del collaudo definitivo e della dichiarazione di agibilità. Nessuna attività - è la tesi di Bondi - in un teatro distrutto da un incendio, se non quelle strettamente connesse ai lavori in corso. Emiliano, però, non ci sta. E, come più volte nelle ultime settimane, cita un precedente illustre: quello del Teatro "La Fenice" di Venezia. Anche nel capoluogo veneto ci fu un incendio. Solo che, ricorda Emiliano, a differenza di Bari, il Teatro ricostruito fu inaugurato il 14 dicembre 2003, con 7 giorni di spettacoli, per poi essere riconsegnato allimpresa, per finire i lavori. «Il certificato di collaudo statico - ricorda Emiliano - fu emesso soltanto 22 giugno 2004». Il Teatro Petruzzelli, fa notare ancora il sindaco, ha già ottenuto il certificato di collaudo statico ed entro il 6 dicembre i lavori saranno sostanzialmente terminati. Nel 2003, quando fu inaugurata la Fenice, come oggi - accusa il primo cittadino - al governo cera Berlusconi. La differenza fra il Petruzzelli e il Teatro veneziano, rileva Emiliano, è «che questultimo fu incendiato da un elettricista indietro con lultimazione dei suoi lavori e il Petruzzelli da mano mafiosa. La lotta alla mafia si fa soprattutto amministrando la cosa pubblica secondo larticolo 97 della Costituzione che prescrive, anche ai ministri, di assicurare il buon andamento e limparzialità dellamministrazione». Emiliano non ha dubbi: «Stiamo subendo un atto contro lefficienza e contro la giustizia». Non solo. Il sindaco punta il dito verso Bondi. «Sta facendo consapevolmente saltare la stagione lirico-sinfonica della fondazione da me presieduta e sta così arrecando a un ente pubblico, i cui interessi dovrebbe tutelare, un danno grave e irreparabile di natura economica, oltre che di immagine». Emiliano, però, non si arrende. «Come sindaco di questa città continuerò a lottare instancabilmente assieme a tutti gli italiani onesti e rispettosi della Costituzione». La partita si sposta adesso a Roma. In vista del tavolo tecnico con il ministero e la proprietà privata, ieri il sindaco ha incontrato a Palazzo di Città lassessore regionale al Mediterraneo, Silvia Godelli. «Andremo a Roma per capire le intenzioni del ministro - ha detto Silvia Godelli alluscita - La Regione è seriamente intenzionata a non stanziare più gli ulteriori 7 milioni promessi per la ricostruzione e a chiedere la restituzione dei 6,5 milioni già investiti. Se il Teatro è chiuso, non ha senso mettere spendere altri soldi». Al ministero fanno però sapere che si sta già lavorando allinaugurazione di marzo. Pare che il ministro Bondi voglia che a dirigere il concerto inaugurale sia Riccardo Muti. Lex direttore musicale della Scala, del resto, in passato aveva dato ampia disponibilità a salire sul podio per la prima nel "nuovo" Petruzzelli.