Sul supermanager il ministro Sandro Bondi ha innestato la marcia indietro. Il provvedimento che istituisce la nuova Direzione generale per la valorizzazione e i musei era atteso ieri al Consiglio dei Ministri per essere approvato. Ma a Palazzo Chigi non è arrivato. E non solo: lo stesso ministro dei Beni culturali ha fatto sapere che una diversa versione della norma, che affidava a ununica persona (Mario Resca, ex amministratore delegato di McDonalds Italia e presidente del Casinò di Campione) la valorizzazione del patrimonio presente nei musei italiani, sarà inviata al Consiglio superiore per i Beni culturali. Ed è stata già fissata una riunione dellorganismo di consulenza scientifica del ministero, presieduto da Salvatore Settis, per giovedì 4 dicembre. Quanto sia nuova questa versione ancora non è chiarissimo, ma secondo molte indiscrezioni dovrebbe esserlo quasi sostanzialmente. Le parti più contestate sarebbero state riscritte venendo incontro alla bocciatura unanime da parte del Consiglio superiore e alla sollevazione che si è avuta nel mondo della tutela, da Italia Nostra al Fai al Comitato per la bellezza. Ne è un esempio lappello promosso dallAssociazione Bianchi Bandinelli e sottoscritto da oltre quattromila fra studiosi italiani e stranieri, direttori di musei, storici dellarte, archeologi, architetti, ma anche soprintendenti e funzionari di soprintendenze. Contro questi ultimi si era scagliata Gabriella Carlucci, parlamentare del Pdl, che ne aveva chiesto addirittura le dimissioni. Sarebbe saltata la parte più controversa del provvedimento, quella che attribuisce al nuovo super direttore competenze sia per la valorizzazione del patrimonio, sia anche per le mostre, per i prestiti, entrando prepotentemente nel settore delicatissimo della tutela e sottraendo poteri ai soprintendenti, ai direttori regionali e agli altri direttori generali. La nuova direzione generale, stando alle prime informazioni, dovrebbe occuparsi solo di valorizzazione, recuperando un vecchio progetto presentato da Settis allallora ministro Francesco Rutelli. A rendere più forti le preoccupazioni nel mondo della tutela ci si è messo lo stesso direttore designato, ma non ancora nominato, Mario Resca, che ha ammesso di non avere alcuna esperienza nel campo dellarte, della sua conservazione e della sua valorizzazione. Resca ha parlato del patrimonio culturale italiano come di «una miniera di petrolio a costo zero», aggiungendo che il suo compito sarebbe stato di «lavorare sullimmagine, fare marketing. Far circolare le nostre opere nel mondo». Ora, scrive in una nota la Uil Beni culturali, «rimane il problema della nomina di un Direttore generale almeno quattro mesi prima della nascita della Direzione generale, senza nessuna specifica competenza».
ROMA - supermanager bondi fa marcia indietro. Subissato dalle proteste, il provvedimento sui musei verrà riscritto
Il ministro Sandro Bondi ha fermato la procedura per l'istituzione di una nuova Direzione generale per la valorizzazione e i musei. La norma era stata attesa al Consiglio dei Ministri per essere approvata, ma non è arrivata. Invece, il ministro dei Beni culturali ha deciso di inviare una diversa versione della norma al Consiglio superiore per i Beni culturali. La nuova versione dovrebbe essere inviata per la riunione dell'organismo di consulenza scientifica del ministero il 4 dicembre. La versione precedente era stata bocciata unanime dal Consiglio superiore e dal mondo della tutela. La nuova versione dovrebbe essere più conciliante con le preoccupazioni del mondo della tutela.
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