Proposta di Cortopassi a fronte di un disavanzo pari a 714mila euro E' stato approvato in consiglio comunale l'atto di indirizzo per la Fondazione del Teatro Verdi di Pisa e lo stanziamento di un contributo straordinario per poter proseguire l'attività: 22 i voti a favore, 12 i contrari (Popolo della libertà e Udc) e 3 astenuti (la Sinistra arcobaleno). Per l'assestamento del bilancio è stato chiesto un contributo straordinario di 600 mila euro. Il neo presidente della Fondazione del Teatro Verdi, Sergio Cortopassi, ha sottolineato la necessità di questo atto per consentire al consiglio di amministrare l'ente. In tal modo potrà procedere all'approvazione del bilancio dell'esercizio 2007. «A causa del disavanzo - ha detto Cortopassi - l'attività cesserebbe, perché è superiore al fondo di dotazione del teatro. Da due anni infatti il teatro Verdi si trova in una condizione di spesa fuori controllo e il 2007 è un punto di rottura di assoluta rilevanza: al netto del contributo straordinario il bilancio ha registrato un disavanzo di 714 mila euro. Ancora non sono in grado di riferire l'esatta entità per il 2008, ma ci sarà un ulteriore disavanzo. Tra le cause l'abbandono da parte di alcuni soci e la crescita degli interessi passivi, a cui vanno ad aggiungersi la diminuzione dei contributi da parte del ministero e il contesto di crisi finanziaria. Per quanto riguarda i costi, il consiglio di amministrazione ha previsto un taglio della spesa di gestione pari al 7-8, la scelta di non concedere più il teatro gratuitamente o a condizioni di favore, la chiusura settimanale e la necessità in futuro di avere un direttore generale più esperto in management piuttosto che di teatro». Il presidente Cortopassi ha parlato di un piano di risanamento per il quale saranno necessari due esercizi e la volontà di ascoltare tutte le proposte concrete. L'assessore alla cultura Silvia Panichi ha garantito che la richiesta di questo contributo straordinario non comporterà nessun taglio ai servizi e alle atre attività del comune. «Sarà tutto interno al bilancio della cultura - ha dichiarato - e non ci deve essere nessun timore per la danza, la lirica e la prosa. Nel corso di un'accesa discussione durata 3 ore, il capogruppo del Pdl, Patrizia Paoletti, ha spiegato le ragioni del voto contrario. «Siamo chiamati - ha detto - a firmare una cambiale in bianco proprio a voi che eravate allora uno assessore al bilancio e l'altra consigliere della Fondazione del Teatro Verdi. È difficile condividere un programma di risanamento per una realtà che non ci ha visto coinvolti e credere a una possibilità di cambiamento, visti gli investimenti sbagliati. Si è parlato di un atto d'indirizzo puramente economico, tipico di una fase di commissariamento, senza fare nessun accenno alla politica culturale. Per tutti questi motivi il nostro gruppo è contro l'atto di risanamento economico». La replica di Cortopassi ha sottolineato che l'unico punto da discutere era il disavanzo da ripianare: «Non chiediamo di firmare nessuna cambiale in bianco. Il consiglio comunale è chiamato a un atto di responsabilità per la sopravvivenza del teatro Verdi". Tra gli interventi del Pdl il consigliere Diego Petrucci ha chiesto spiegazioni per un milione 400 mila euro di debiti causati dalla Fondazione a danno della comunità di Pisa e del Comune, parlando di una gestione politica del teatro; mentre il consigliere Paolo Cognetti ha posto l'interrogativo sul fatto che a Pisa l'offerta del teatro corrisponda a una reale domanda e che ci sia una richiesta di abbonamenti. Maurizio Bini (la Sinistra arcobaleno) ha definito la proposta presentata «una scatola che ancora deve essere riempita» e ha chiesto come mai non si è pensato prima al debito bancario. Tra i motivi dell'astensione il disaccordo sulla richiesta ormai annuale di chiedere un contributo straordinario per il teatro, invece di ragionarne in sede di bilancio preventivo comunale. Daniela Salvestroni