Moratti: faremo più verde e armoniosa la città I soldi ricevuti in anticipo serviranno, tra le altre cose, per le nuove corsie preferenziali e la ristrutturazione delle scuole Il sindaco: nessuna cementificazione ma attenzione alla qualità Ottenuti 200 milioni dalla Cassa depositi -------------------------------------------------------------------------------- Bisogna ripartire dalle città per rilanciare il Paese perché sono le metropoli, che da sole coprono un quinto del Pil nazionale, il motore di sviluppo. Città che oggi però hanno le casse vuote. E, come nel caso di Milano, sono costrette a chiedere in prestito soldi alla Cassa prestiti e depositi per finanziare le opere pubbliche più urgenti. Ma anche, sempre per citare il caso milanese, a vendere le quote della Serravalle e una parte del patrimonio demaniale per realizzare - o almeno iniziare - le nuove metropolitane. La tesi sposata dallAnci per cui è necessario rilanciare le politiche cittadine per far ripartire lo sviluppo dellItalia è stata condivisa dal sindaco Moratti che ha partecipato alla presentazione del rapporto "Cittalia 2008", analisi delle principali metropoli italiane da cui emerge che la popolazione milanese crescerà del 6,3 per cento nei prossimi 12 anni passando dallattuale 1 milione e 300mila abitanti a 1 milione e 400mila. «Per far sì che la città si sviluppi e cresca bisogna puntare anche a migliorare la qualità della vita. Questa correlazione non va mai persa» ha detto il sindaco. E ancora: «Gli stati e i governi non possono ignorare che lo sviluppo del paese passa per quello delle città. È dunque necessario uno stretto collegamento tra governo e metropoli sia in materia di politiche sociali che di innovazione e infrastrutture». Non una critica al governo, dunque, per i mancati trasferimenti che hanno costretto la giunta a un bilancio di sacrifici per il 2009 ma un invito «a collaborare» ricordando che «il 70 per cento degli investimenti italiano vengono realizzati dalle amministrazioni comunali. Quindi indebolire le città significa indebolire la capacità di investimenti del paese». Intanto però Milano va avanti. Soprattutto con i grandi progetti urbanistici che, secondo lassessore allUrbanistica, permetteranno di far salire la popolazione non a 1,4 milioni di abitanti come previsto dallAnci ma addirittura a 2. Un piano di sviluppo, che prevede anche linnalzamento dellindice di edificabilità, contestato da più fronti. Si teme infatti che dietro le grandi manovre dellExpo si nasconda la speculazione immobiliare, con annessa colata di cemento. Il sindaco, invece, difende la linea dellassessore Masseroli a spada tratta: «Milano si sta sviluppando in maniera armoniosa con una forte attenzione alla qualità, al verde e allambiente. Credo che le polemiche siano assolutamente fuori luogo». Milano va avanti anche con il bilancio, nonostante lAnci abbia invitato i comuni a bloccarlo fino a quando il governo da darà una risposta chiara alle sue richieste. Letizia Moratti lha già approvato, almeno in giunta, e ora aspetta solo lok del consiglio comunale. Ma per far quadrare i conti anche questanno Palazzo Marino chiederà un prestito flessibile di scopo di 200 milioni di euro - il massimo consentito dal Patto di stabilità - alla Cassa depositi e prestiti, come annunciato da Radiocor. Il mutuo, approvato con delibera urgente di giunta la scorsa settimana alla luce di «un mercato in notevole crisi di liquidità» e in cui la «capacità creditizia delle banche è limitata», servirà per coprire le spese delle opere pubbliche considerate prioritarie. Il prestito ha il vantaggio di calcolare (e mettere a passivo in bilancio) gli oneri finanziari soltanto sulle somme effettivamente erogate dalla Cassa depositi e prestiti, e non sugli interi 200 milioni, e di offrire al Comune lopzione annuale di trasformazione del tasso dinteresse da variabile a fisso. Il prestito sarà speso per finanziarie le opere pubbliche messe a bilancio nel 2008, tra cui la ristrutturazione delle scuole (come quella di via Cittadini, completamente da rifare), la manutenzione delle strade, le nuove corsie preferenziali, limpermeabilizzazione degli edifici scolastici e iniziare la prevenzione incendi del patrimonio culturale.