Castellammare: a "Rassarch" i progetti che cambieranno volto alla cittadina E' necessario promuovere la qualità delle trasformazioni del territorio e della città e porsi come orizzonte la qualità dell'ambiente ed i recupero, nei vincoli di funzionamento ed efficienza delle reti urbane, l'identità dei luoghi e degli spazi di interazione sociale. Parola di Aldo Imer, funzionario della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Napoli e ideatore della seconda edizione della Biennale di Architettura "Rassarch", la tre giorni che si è conclusa domenica al Crowne Plaza Stabiae Sorrento Coast. luigi d'alise Promossa ed organizzata dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Napoli e provincia in collaborazione con Ordine degli Architetti Paesaggisti di Napoli e provincia, Ordine degli ingeneri di Napoli e provincia, Provincia di Napoli, Comune di Castellammare di Stabia e Curia Arcivescovile di Castellammare e Sorrento, la Biennale di Architettura "Rassarch" è interamente dedicata ai progetti, ai cantieri già conclusi e quelli ancora in corso, destinati a mutare il volto di Castellammare di Stabia, attraverso il restauro di edifici, la riqualificazione urbana, la valorizzazione delle stazioni ferroviarie e del porto turistico. La rassegna è stata aperta, venerdì scorso, dall'incontro sul tema "Il racconto architettonico", al quale sono intervenuti, oltre allo stesso Imer, Riccardo Scarselli, ad della Castellammare Turismo, Salvatore Vozza, primo cittadino di Castellammare di Stabia, Stefano Gizzi, soprintendente per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Napoli e provincia, Carmine Gambardella, prorettore della II Università di Napoli e responsabile scientifico della Benecon, il Centro di Competenza Regionale per i Beni Culturali Ecologia Economia e, nel ruolo di moderatore, Alfonso Ruffo, direttore de il Denaro. Ad aprire gli interventi, quello di Riccardo Scarselli, che ha sottolineato come la realizzazione del Crowne Plaza Stabiae Sorrento Coast sia "la realizzazione di un sogno e il frutto di una sinergia tra forze politiche, volontà economica ed imprenditoriale". Nata nel 2003 dalle ceneri del cementificio Calce e Cementi di Pozzano, chiuso negli anni Settanta e poi finito nella lista degli eco-mostri di casa nostra, la struttura è oggi un quattro stelle dotato di 152 camere, spazi congressuali, servizi business e leisure ed un water front di circa 350 metri. Dei 69mila metri cubi di volumetria del complesso industriale, ne sono stati ricostruiti 42mila, lasciando intatta la forma delle due torri che contenevano un tempo i forni delle calci come voluto, a simbolo del luogo, dalla Soprintendenza ai Beni Architettonici di Napoli. "Una rifunzionalizzazione di grande qualità architettonica ha ricordato Gizzi -. Un'operazione positiva, resa possibile anche grazie all'ottima collaborazione tra amministrazione locale e Soprintendenza. Qui a Castellammare di Stabia si sta lavorando, e bene, su vari fronti, per recupero di importanti testimonianze archeologiche e architettoniche". Una città, quelle delle terme, candidata a divenire una fabbrica delle conoscenze. E' l'auspicio di Carmine Gambardella, che ha anche proposto la creazione, nella suggestiva cornice della reggia di Quisisana, di una sede del Centro di Competenza Regionale per i Beni Culturali Ecologia Economia. "Perché ha spiegato il futuro ha un cuore antico, ma è nella contemporaneità del divenire che si gioca la scommessa delle nostre città". Vinta, almeno in parte, proprio dal Comune diCastellammare di Stabia. "Siamo riusciti a portare avanti tanti progetti perché non ci hanno mai preso sul serio e perché non abbiamo mai avuto i riflettori puntato ha commentato il sindaco Vozza -. Nessuno ad esempio credeva che avremmo costruito il posto turistico. La collaborazione con Soprintendenza, imprenditori e forze dell'ordine ha invece dato il suoi frutti. Castellammare oggi ha nuove importanti occasioni - realizzare nuove stazioni ferroviarie, risanare interi pezzi della città, aprire nuovi cantieri per continuare a fare di questo evento una rassegna della concretezza".