APPUNTAMENTI. Il salone, inaugurato ieri insieme a Restaura, rimarrà aperto fino a domani. E punta a trovare una nuova dimensione nel panorama internazionale Cecconi: «Verona unisce cultura e imprenditorialità» E per il 2009 accordo con il Prado e l'Hermitage I beni culturali non solo come oggetti da fruire in senso estetico o come elementi su cui si svolge la ricerca, ma anche come assi dello sviluppo economico. È un messaggio forte quello che arriva dalla prima giornata della dodicesima edizione di Bbcc Expo, il Salone dei beni e delle attività culturali e da Restaura, che giunge invece alla sua quarta edizione, inaugurati ieri a Veronafiere e aperti per tre giorni, fino a domani. A lanciarlo, nella conferenza introduttiva alla manifestazione, il direttore del Salone, Maurizio Cecconi, affiancato per l'occasione dal vicepresidente vicario di Veronafiere Gianfranco Castellani, dal presidente di Veneziafiere Francesco Borga, dall'assessore comunale alla cultura Mimma Perbellini, dall'assessore alla cultura di Venezia Danilo Lunardelli, dal presidente della Provincia Elio Mosele, da Angelo Tebaro per la Regione. Proprio su questa opportunità di trasformare il bene culturale in business, di inserirlo cioè come elemento vivo e vitale all'interno di una promozione territoriale (il turismo per l'Italia costituisce una risorsa economica essenziale) si è soffermato nella sua introduzione alla tre giorni Cecconi, ricordando come in genere in momenti di crisi, quale è quello attuale, la cultura sia «il primo impiccato», ma ribadendo invece la possibilità, attraverso un mutamento di approccio e prospettiva nel concepire il «bene culturale», di puntare su questo enorme potenziale che il nostro paese possiede. In questo senso Verona può fare scuola e non è dunque un caso se la manifestazione, che fino all'anno scorso si è svolta a Venezia, arriva questa volta a Verona. «Maggiore disponibilità e qualità di spazi allestiti e attrezzati, nati con l'obiettivo di ospitare eventi di fama internazionale», ha detto infatti Borga, «oltre ad una tradizione culturale e artistica importante: sono questi i due ingredienti principali che hanno determinato la scelta di Verona come sede del salone. Verona è città che lega imprenditorialità, arte, musica, spettacolo: per questo colloca il salone in una dimensione europea, in linea con l'aumento di espositori e ospiti stranieri che il salone ha avuto negli ultimi anni». Borga ha anche affermato l'intenzione, per il prosimo anno, di creare una sinergia tra Verona e Venezia, le due città d'arte e turistiche più significative del Veneto, in modo che il Salone dei beni culturali sia rticoli tra le due città. «Per l'anno prossimo», ha aggiunto il presidente di Veneziafiere, «è prevista la partecipazione anche di altri due partner esteri di primo piano: il Prado e l'Hermitage, per cui crediamo che l'articolazione della manifestazione in due città e all'interno di due spazi fieristici sarà quantomai opportuna». Appuntamenti e contenuti della manifestazione sono nel segno della tradizione con gli anni precedenti: dal Metadistretto Veneto per i Beni culturali all'Area Festival, nata dalla volontà di far riflettere sul legame che tali manifestazioni intrecciano con il territorio, dai numerosi convegni e dibatti a Viaggiundum est, la Borsa del turismo culturale, un workshop dedicato agli incontri professionali tra tour operator italiani e stranieri e i rappresentanti dei sistemi di offerta territoriali. Non meno importanti sono i temi affrontati da Restaura, nata quattro anni fa come segmento di Bbcc Expo: da qui parte infatti una sfida alla staticità del metodo più obsoleto di gestione del patrimonio artistico, condotta attraverso lo scambio di esperienze con la ricerca dei metodi più all'avanguardia. C'è infatti una specifica «Area innovazione» in cui i visitatori potranno vedere e conoscere i risultati degli studi e delle sperimentazioni condotte da imprese, università, centri di ricerca e istituzioni che si occupano del restauro moderno.