ROMA Impossibile aprire il Petruzzelli per il 6 dicembre e comunque prima del collaudo tecnico amministrativo che sarà ultimato entro il 28 febbraio 2009. Lo dice il ministro dei beni culturali Sandro Bondi, che oggi a Roma ha avuto una riunione tecnico operativa con i responsabili. Quanto alla data definitiva per l'apertura, sottolinea il ministro, potrà essere comunicata solo dopo la riunione prevista per la prossima settimana nella capitale con la famiglia Messeni Nemagna e gli enti territoriali. Dall'incontro di oggi, al quale hanno partecipato insieme con il ministro il capo di gabinetto Salvo Nastasi, il prefetto di Bari Carlo Schilardi, il comandante provinciale dei vigili del fuoco Giovanni Micunco, il commissario delegato per i lavoori Angelo Balducci e il direttore dei lavori del teatro Enrico Bentivoglio, è emerso, riferiscono dal ministero, «un crono programma delle attività dal quale nessuno naturalmente può prescindere» . E i cui tempi sono ritenuti comunque da Bondi «estremamente positivi» visto che alcuni degli adempimenti tecnici obbligatori, come il collaudo tecnico amministrativo, «sulla base dell'attuale avanzamento dei lavori, potranno essere svolti anche prima delle scadenze contrattuali previste e comunque al massimo entro il 28 febbraio». Insieme con le questioni tecniche, il ministro ha ripetuto di voler affrontare e risolvere anche «tutte le questioni giuridiche ancora insolute». La prossima settimana verrà quindi convocato dal Capo di Gabinetto Nastasi il Tavolo di tecnico con la famiglia Messeni Nemagna e gli Enti Territoriali. Bondi, sottolineano dal ministero, «ha ulteriormente ribadito la impossibilità di qualsiasi tipo di manifestazione da tenersi all'interno del teatro, chiarendo anche la inopportunità di entrare per ragioni estranee ai lavori in un cantiere privo di agibilità e collaudo definitivo». I l ministro, «pur comprendendo» la grande attesa con cui la città di Bari vive la riapertura del Petruzzelli, si è detto «sorpreso del fatto che le tante campagne di sensibilizzazione e di mobilitazione portate avanti a vari livelli in città, siano puntate solo sulla mancata inaugurazione del 6 dicembre e non, piuttosto, sull'ipotesi impensabile e incredibile di voler inaugurare un teatro distrutto da un incendio, in assenza di collaudo definitivo e dichiarazione di agibilità. E si augura che il crono programma «con elenco di adempimenti mancanti e tempi entro i quali verranno eseguiti, possa essere tenuto nella considerazione che merita da tutte le autorità locali».