PROGETTI. Col concorso di Soprintendenza, ateneo e Regione Veneto Le facoltà di Lettere e Scienze impegnate a dare vita a un corso di laurea specialistico È stato il protocollo d'intesa tra Stato e Regione Veneto, firmato dal ministro dei Beni culturali Sandro Bondi e dal presidente regionale Giancarlo Galan nel settembre scorso, che prevede la creazione di una Scuola di alta formazione per l'insegnamento del restauro a Verona, oltre che a Venezia, al centro di molte delle riflessioni della tavola rotonda, organizzata in collaborazionescaligero, sul tema «Dalla diagnostica al restauro: studi, proposte ed interventi sull'opera», In apertura, porgendo il saluto dell'Amministrazione comunale, l'assessore alla Cultura Erminia Perbellini aveva sottolineato come «la mancanza di investimenti sulla cultura possa avere ricadute drammatiche sul sistema città», ma anche come occorra «cambiare abitudini, perché le amministrazioni pubbliche non possono più farsi carico in toto del sistema culturale, e quindi devono necessariamente trovare alleati, pubblici e privati». E che la cultura sia «uno dei grandi elementi dell'economia dell'Italia, ancora più potenziale che effettivo», lo ha messo in evidenza anche il direttore del Salone Maurizio Cecconi. È stato Fabrizio Magani, soprintendente per il Patrimonio storico artistico e etnoantropologico di Verona, Rovigo e Vicenza, a sottolineare l'importanza del protocollo firmato da Galan e Bondi, annunciando che nella sede della Dogana, nell'ala il cui restauro sarà finalmente completato, grazie all'arrivo del finanziamento da molti anni atteso, potrebbe trovare la sede ideale il corso di laurea, una cui caratteristica peculiare dovrebbe essere che la parte pratica prenderebbe circa la metà dell'intero monte crediti, proprio per abbinare allo studio teorico, diviso nelle componenti essenziali storico-artistiche, fisico-chimiche, biologiche e tecnico-informatiche, anche la prassi sulle opere, e proprio su quelle giudicate un «bene culturale», al fine di preparare veri esperti nel restauro. Il tema è stato poi approfondito, ognuno per il proprio settore, da Lidia Rissotto, direttore della Scuola di alta formazione e studio del Centro La Venaria Reale di Torino e dell' Istituto superiore per la conservazione ed il restauro di Roma, Cecilia Frosinini, direttore del settore affreschi e vicedirettore del settore dipinti dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze, presso cui è in restauro la Pala di Mantegna, Fausta Bressan, funzionaria del settore Cultura della Regione Veneto, Paola Marini, dirigente dei Musei d'Arte e Monumenti del Comune, Mario Lombardo, preside della facoltà di Lettere e Filosofia, Roberto Giacobazzi, preside della facoltà di Scienze, il restauratore Carlo Giantomassi ed Enrico Luigi Boni, vicepresidente dell'Ass.im.p., l'associazione fra imprenditori e professionisti, nonché presidente dell'Accademia Arte e Artigianato. Da tutti è emerso che solo la sinergia tra gli enti interessati intorno al medesimo obiettivo potrà dare al territorio scaligero quella scuola di formazione in grado di fornire quelle figure, a scavalco tra i tecnici e gli artisti, che sono i restauratori di opere d'arte, vero patrimonio per il futuro, anche da un punto di vista economico.
VERONA - Alta scuola di restauro sempre più prossima
Il Regione Veneto e il Ministero dei Beni culturali hanno firmato un protocollo d'intesa per creare una Scuola di alta formazione per il restauro a Verona e Venezia. La scuola sarà gestita in collaborazione con le facoltà di Lettere e Scienze dell'Università di Verona e con la Regione Veneto. Il corso di laurea specialistico sarà diviso in quattro componenti: storico-artistiche, fisico-chimiche, biologiche e tecnico-informatiche. La parte pratica del corso sarà incentrata sul restauro di opere d'arte, con un focus sulle opere giudicate un bene culturale. La scuola sarà situata nella sede della Dogana a Verona, che sarà completata grazie al finanziamento da molti anni atteso.
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