La banca aprirà a gennaio, il primo spettacolo nel teatro probabilmente a marzo Nella sala del cinema già sistemato anche il parquet, mancano solo le poltrone e i rivestimenti ai muri FUCECCHIO. Chissà se stavolta davvero l'odissea del teatro Pacini sarà vicina alla sua Itaca. Tradotto: chissà se la storia infinita di piazza Montanelli è davvero alla sua conclusione. Il sindaco Toni - dopo tante promesse mandate al vento dalla lentezza dei lavori, dai ritardi della Sovrintendenza, dai ricorsi del comitato - preferisce non dare date, anche se in cuor suo la speranza annunciata ai fucecchiesi a settembre, è ancora accesa: liberare la piazza dal cantiere per le feste di Natale. «È il nostro obiettivo», ammette. Frase che aveva detto pure l'anno scorso e che i fatti poi hanno smentito. Sarà la volta buona? Chissà, stavolta il sindaco potrebbe avere ragione davvero. Perché quando descrive quella che potrebbe essere la tempistica per la conclusione dei lavori in piazza non fa altro che ripetere tra virgolette le parole di Roberto Bandinelli, direttore dei lavori al Pacini. Dice Bandinelli: «Stiamo attendendo l'ok della Sovrintendenza per la sistemazione esterna della piazza. Appena l'avremo, siamo in grado di togliere il cantiere in quindici giorni». È la prima sorpresa: ancora una volta, la strada di Fucecchio torna a incrociarsi con quella della Sovrintendenza. Non è il massimo delle aspirazioni, visti precedenti. Accadde per Eloisa (ricordate i tempi biblici che servirono per decidere come fare l'aia di mattonelle e faretti intorno alla statua?), accadde già per il teatro Pacini (quando per scegliere il colore per le pietre esterne della struttura ci vollero mesi). Accade adesso (e nessuno lo aveva detto) per capire se la porzione di piazza Montanelli oggi coperta dal cantiere potrà essere intanto asfaltata senza troppi fronzoli estetici e riconsegnata alla città così com'è, in attesa che nel 2009 partano i lavori di riqualificazione del centro che prevedono il rifacimento di piazza Montanelli e piazza Amendola, oppure dovranno essere presi accorgimenti particolari. Voci fiorentine dicono che il sovrintendente Nannetti (che era a Fucecchio proprio domenica per la presentazione della cantoria della Collegiata) avrebbe già dato l'ok per l'asfaltatura e che dunque il sì su carta bollata sia una questione di pochi giorni. Staremo a vedere: «Noi siamo pronti a togliere il cantiere in 15 giorni - ripete Bandinelli -. C'è solo da provvedere alla sistemazione della regimazione delle acque e all'asfaltatura della piazza, oltreché a sistemare l'ultima fila di pietre di Santa Fiora sul teatro». Già, il teatro. Ammesso che il cantiere sparisca sui lati della piazza e dei carabinieri a metà dicembre, quando sarà pronto il nuovo Pacini? C'è da reggersi forte perché qui la risposta del sindaco - sempre supportato dalle parole del direttore dei lavori - è di nuovo sorprendente: «A gennaio potrebbe aprire la banca, il mese successivo potremmo allestire il primo spettacolo». Possibile? A guardare l'opera dall'esterno, nascosta dietro a quel recinto di latta grigia, è difficile farsi un'idea sullo stato dei lavori interni. Ma basta oltrepassare il cancello del cantiere e mettere i piedi sotto i portici che circonderanno su due lati l'edificio per scoprire che il cinema-teatro stavolta è davvero quasi pronto. E che negli ultimi dodici mesi, dall'ultima visita che Il Tirreno fece al Pacini, quell'enorme blocco di cemento armato, brutto e freddo, si è lentamente ma magicamente trasformato in una bomboniera. Al pian terreno, sul lato della piazza, si affaccerà la banca di Cambiano e probabilmente un enorme bar, un caffè foyer, da cui poi si accederà alle due rampe di scale verso il teatro. Sembra già tutto pronto: i pannelli dei controsoffitti, di un giallo che ricorda il muro esterno color sabbia, sono già stati sistemati. Anche gli infissi, vetri compresi, sono ormai al loro posto. La banca ha già installato le due porte girevoli antirapina. I locali della Cambiano saranno enormi. Qui manca davvero solo l'arredamento. Si affacceranno in parte verso la statua, in parte sotto i portici sul lato dei carabinieri. Il cinema-teatro invece è stato costruito al primo piano: vi si accederà dalle scale del foyer, ma sono state realizzate anche due rampe esterne di emergenza. Saliti una cinquantina di scalini, l'impatto è piacevole: per terra è già sistemato il parquet. Quattro vetrate lunghe e strette scavate nel muro illuminano una sala che appare di un colore chiaro, come un tenue sole autunnale. Cinque operai stanno lavorando sul palco, in cima a un ponteggio. Sistemano gli impianti elettrici. Per terra legno ovunque, un parquet su cui saranno installate duecento poltrone, «comode - dice il sindaco - distanti un metro e dieci l'una dall'altra. Duecento posti sono quelli che servivano». Tutto è ridottissimo se confrontato col mitico, enorme Excelsior di via Battisti. La larghezza e la profondità del palco, la grandezza della sala, l'altezza del soffitto, l'ampiezza di quello che sarà lo schermo. Imparagonabili. «Appunto - dice Toni - Fucecchio ha bisogno di una sala così oggi, i tempi sono cambiati». Che cosa manca? Pochissimo: il rivestimento insonorizzato sulle pareti, che sarà di un legno chiaro, che riprenda il colore del parquet. Le tende che oscurino la sala durante la proiezione dei film. E poi le poltrone. «Entro un mese e mezzo anche il teatro sarà pronto», conferma Bandinelli. Poi ci sarà da attende l'ok della commissione provinciale di vigilanza per la sicurezza nei locali pubblici. E ci sarà anche da affidare la gestione del caffè e del teatro. Ma questo potrebbe avvenire anche in un secondo momento perché i primi spettacoli sarebbero organizzati direttamente dall'amministrazione comunale.