Nessuno mai si leva a dire niente contro le programmazioni di teatri e assessorati alla cultura in questo paese. Personalmente ho iniziato un piccolo studio, che spero di avere il tempo di finire e pubblicare. Già da ora posso rivelare che a circuitare sono sempre gli stessi artisti, gli stessi gruppi con pochi insignificanti cambiamenti. Si dovrebbe gridare allo scandalo, invece tutti tacciono. Nessuno per esempio ha gridato allo scandalo dopo aver visto l'ultimo spettacolo prodotto dal Metastasio. Uno spettacolo pessimo, sostanzialmente inutile. I colleghi tacciono perché temono di mancare la chiamata. Un timore infondato, nessuno li chiama anche se tacciono. Una riflessione intendo intraprendere sulla programmazione dell'assessorato alla Cultura per le manifestazioni natalizie 2008. Gli spettacoli teatrali proposti sono di artisti "catodici", con cachet di non poco conto. Ovvero, si chiama a teatro ciò che già si vede in televisione, purtroppo. E' questo ormai l'unico modo - così si pensa - per avere i teatri pieni, far numero. Che programmazione culturale è questa? Quando abbiamo presentato Laris Pulenas a Poggio Castiglioni, la scorsa estate, in occasione delle Notti per l'Archeologia e dedicate alla città etrusca di Gonfienti, l'assessorato ci ha detto che non aveva più soldi in cassa. Chissà se avrà detto lo stesso a Paolo Rossi e a Daniele Luttazzi. Di sicuro sarà ripetuto a me, che ho proposto in città lo spettacolo sui martiri di Figline. Maila Ermini (La Baracca)