Ai benefattori della comunità per cui fu creata servono fondi, lopera rischia di essere smembrata Lopera di Lucio Fontana è già stata smantellata dal luogo in cui era collocata e per il quale fu concepita a metà degli anni ?50. Ora è imballata in un deposito, in attesa di essere venduta, e al suo posto ci sono delle fotografie. I proventi di questa "Via crucis bianca", mai vista nelle esposizioni dedicate allartista e che fino a poco tempo fa stava allinterno di una cappella privata in zona Lorenteggio, serviranno a finanziare le attività dellassociazione che ne è proprietaria, da sempre in prima linea per aiutare mamme e bambini. Ma lopera di un nome così importante e realizzata per un preciso contesto, che ora rischia di finire anche lontano da Milano, dovrebbe essere tutelata, ha pensato qualcuno. Che ha inviato una lettera alla sovrintendenza per chiedere che sia vincolata. Lucio Fontana scelse il bianco come colore dominante della Via crucis che allestì nella cappella della "Casa materna - Asili nido Ada Bolchini dellAcqua", allinterno di una struttura inaugurata nel 1956, progettata interamente dal grande architetto Marco Zanuso: 14 stazioni in formelle di ceramica monocroma, segnate da incisioni, graffi, quasi dei tagli per cui lartista, che ha quotazioni da milioni di euro sul mercato, divenne famoso. Listituto fu voluto dalla Commissione visitatrici per la maternità (che operava con la Mangiagalli fin dal 1924), un gruppo di signore della Milano bene capeggiate da Anna Bonomi Bolchini, per dare un aiuto concreto alle madri nubili in difficoltà e ai loro figli. In via Cascina Corba 97 nacque così una vera e propria comunità alloggio dove vivevano donne e piccoli in situazioni difficili. Un esempio di mecenatismo daltri tempi in cui anche le strutture architettoniche per realizzare progetti di solidarietà avevano unalta qualità, in questo caso uscite dal connubio Zanuso-Fontana. Al nido per gli interni fu affiancato un nido esterno, negli anni ?70, e oggi cè anche una scuola dinfanzia, in totale 200 bambini. Rimane un nucleo di comunità, anche se molto più piccolo. La scuola privata è gestita dallassociazione, fondata dalla Commissione visitatrici, il cui consiglio di amministrazione ha scelto di alienare Fontana per reperire fondi. «Dobbiamo risistemare il secondo piano dello stabile, oggi inutilizzato, per allargare le nostre attività - spiega il presidente dellassociazione, Giorgio Maternini - . Abbiamo soci e donatori ma non basta. Per questo abbiamo pensato di vendere la Via crucis, che aveva, peraltro, una visibilità limitata. Tra i vari contatti ci sono anche musei, non milanesi, ma valuteremo con calma, non abbiamo fretta. Vorremmo una collocazione degna e che lopera non venisse dispersa». Intanto la sovrintendenza sta studiando il caso. «Cè la massima riservatezza quando viene chiesto di valutare un vincolo e si entra nel privato - dice la sovrintendente Sandrina Bandera - . In ogni caso si prendono decisioni solo dopo aver ascoltato le ragioni dei proprietari».