Al posto dei titoli tagliati, Puccini e Don Pasquale coi giovani della Scuola dellopera. Salta pure Boito La prossima stagione inizierà a gennaio 2010 anziché in novembre 2009 Il «Don Pasquale» di Donizetti e «La Rondine» di Puccini a sostituire i già annunciati titoli di Britten, «A Midsummer Nights Dream», e Mozart, «Le nozze di Figaro». «Nerone» di Boito, opera di apertura della stagione lirica 2009-2010 cancellato, cosicché la Prima del prossimo cartellone verrà celebrata in gennaio e non più a novembre. Poi tante collaborazioni e coproduzioni coi teatri storici dellEmilia-Romagna, per aumentare la produttività senza aumentare le spese, e puntare così ad avere maggiori finanziamenti dal Fondo Unico dello Spettacolo. Sono questi i punti principali, o almeno quelli ad effetto più immediato, del piano di risparmio che il sovrintendente del Teatro Comunale Marco Tutino andrà a presentare mercoledì prossimo al consiglio damministrazione della Fondazione. Secondo i calcoli, la lista dei provvedimenti porterà a risparmiare tra i 2,5 ed i 3 milioni di euro, ammortizzando così, ma solo in parte, lammanco del Fus che nel 2009 subirà una decurtazione tra i 4,5 e 5 milioni di euro rispetto allanno precedente. I due nuovi titoli indicati per questa stagione, quello di Donizetti, portato in scena a Bologna nel 1998 e poi di nuovo nel 2004, e quello di Puccini, che venne rappresentato per la prima volta in Italia proprio a Bologna, il 2 giugno 1917, saranno interpretati dai cantanti allievi della Scuola dellOpera del Comunale (tra i quali gli addetti ai lavori intravedono già grandi voci) e verranno allestiti con scenografie che il Comunale già possiede, vecchie scene riadattate nei laboratori della Fondazione. Tra ottobre e novembre 2009, per sopperire al rinvio dellapertura della prossima stagione lirica, si pensa a un «fuori programma» operistico da allestire in collaborazione con un altro teatro storico della regione. Quella delle coproduzioni, del resto, è la strada che la Fondazione lirica bolognese cercherà di intraprendere maggiormente nei prossimi anni; è questo quanto promette il piano triennale di Tutino. Anche per rispondere alle indicazioni della Regione. Il nuovo piano triennale della legge 13 sullo spettacolo, attualmente allo studio, prevede incentivi e premi (con un sistema a punteggi) per chi coproduce e chi sceglie titoli meno frequentati (attinti alla musica antica e contemporanea), quindi finanziamenti più generosi. nellambito della legge 13, che regolamenta il sostegno economico al mondo dello spettacolo emiliano-romagnolo, rientrano la convenzione con il Teatro Comunale di Bologna e i contributi ai teatri di tradizione della Regione (sono quelli di Modena, Reggio Emilia, Ferrara, Ravenna, Piacenza, Parma). La tendenza verso cui sembra quindi avviato il Teatro Comunale è quella di allestire, accanto a una stagione lirica di necessità sempre più al risparmio, forme alternative di produzioni operistiche, un po come succede in altri teatri europei dove sono sempre più frequenti le opere messe in scena in forma di concerto. Va in questo senso, per esempio, il progetto di «Opera Futura» già finanziato dallex ministro Giovanna Melandri e che la Regione presenterà formalmente a metà dicembre. Il progetto affida alle compagnie della nuova scena teatrale regionale (vedi Teatro Clandestino, FannyAlexander, Teatro Gioco-Vita) lallestimento di unopera di repertorio.