Dati, programmi, produzioni: in un libro la ricetta di Levrero per il Carlo Felice Lanalisi dellex Segretario generale presentata oggi allauditorium Eugenio Montale Ciò che colpisce subito, leggendo questo libro, è la passione che lautore trasmette sullargomento del quale scrive. Il Carlo Felice, si sente, è ancora nel cuore di Alessandro Levrero, che del teatro dellopera genovese è stato per tanti anni segretario generale. Eppure laddio di Levrero al suo teatro era stato tempestoso: lui, che lo aveva inaugurato nel 1991, venne licenziato dopo essere stato relegato in un ruolo secondario. La colpa: essere stato coinvolto - ingiustamente, come certificheranno poi i giudici - nella Tangentopoli genovese come segretario amministrativo della Dc locale. Il teatro è stato condannato dal tribunale per questo comportamento e Levrero non ha perso la sua passione. Tanto che ora al "suo" teatro dedica un libro, Carlo Felice, unimpresa genovese, per leditore Redzione. Il sottotitolo del volume è indicativo: "Non è obbligatorio che il Teatro dellOpera debba avere i bilanci costantemente in rosso". Per dimostrare questa tesi Levrero stende un vero e proprio business plan, esaminando organici, costi di produzione, programmi. E arrivando a stendere un piano di produzione particolareggiato per lintero primo anno. La ricetta di Levrero è basata su alcune idee di fondo, in apparenza semplici ma difficilissime da far digerire allambiente teatrale. La prima idea è che i biglietti costano troppo: cè uno "zoccolo duro" di amanti della lirica che continua a frequentare il Carlo Felice, ma per attirare nuovi spettatori bisogna invogliarli con costi più abbordabili. Seconda idea: sempre per attrarre nuovo pubblico bisogna diversificare, va bene lopera lirica ma accanto bisogna produrre spettacoli di operetta e di musical. Terza idea: bisogna ottimizzare le produzioni, puntando su un "teatro di repertorio", il che significa poter avere uno spettacolo in cartellone per più tempo. In questo modo si abbattono i costi e si amplia il pubblico. A corollario di queste idee base ce ne sono altre accessorie ma altrettanto importanti: organizzare una compagnia stabile di artisti che permetta di ripetere le opere, puntare sugli spettacoli durante i fine settimana e nei giorni prefestivi per invogliare i potenziali spettatori con problemi di orario e quelli che abitano fuori Genova, calibrare anche i nuovi allestimenti discutendo con registi e scenografi. «Oggi - spiega Levrero - considerando un costo medio del biglietto di 50 euro, è stato calcolato che per ogni spettatore che si siede in platea ci sia un "onere improprio" di 188 euro. In pratica ogni 50 euro spesi da uno spettatore il teatro nel spende 188. Con la mia ricetta questo "onere improprio" verrebbe ridotto a 76 euro». Un bel risparmio, ma pur sempre un bel costo per le casse pubbliche. Non avranno ragione quelli che si lamentano che la cultura costa troppo? «Certo i costi devono essere più equilibrati - dice Levrero - , ma è giusto che ci sia un intervento pubblico per sostenere la lirica». Insomma, in poche parole: produrre di più risparmiando sui costi e riducendo i biglietti. Luovo di Colombo per il teatro lirico, ma un uovo indigesto. Oggi questo libro verrà presentato alle 17,30 allAuditorium Montale del Carlo Felice. Ne discuteranno, con lautore e leditore, il presidente della Fondazione per la Cultura Luca Borzani, lassessore regionale alla Cultura Fabio Morchio, il commissario straordinario del Carlo Felice Giuseppe Ferrazza, il vicepresidente del consiglio comunale di Genova Nicolò Scialfa. Cè da scommettere che ora i soliti malpensanti giureranno che il libro sul Carlo Felice sia un modo per Levrero di mettersi in evidenza a pochi mesi dalla scadenza del commissariamento. Insomma, di porre la propria autocandidatura alla sovrintendenza. «Cè davvero un rischio del genere? - si meraviglia lautore - Non mi sono posto questo interrogativo, ma comunque non è un problema mio».
GENOVA - TEATRO: "Meno costi, più pubblico e il Teatro è salvo"
Alessandro Levrero, ex segretario generale del Teatro dell'Opera di Genova, ha pubblicato un libro intitolato "Carlo Felice" in cui presenta la sua ricetta per il teatro. Il libro esamina i dati finanziari e i programmi del teatro, e propone idee per ridurre i costi e aumentare il pubblico. Levrero sostiene che i biglietti costano troppo e che bisogna diversificare le produzioni per attrarre nuovi spettatori. Propone anche di ottimizzare le produzioni e di calibrare gli allestimenti con i registi e i scenografi. Il libro è stato presentato oggi all'Auditorium Montale del Carlo Felice, dove verranno discusse le sue idee con alcuni esperti.
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