"Un sì sofferto" Alain Elkann: ho tenuto conto dei pareri degli esperti. Pittarello: scelta obbligata "Abbiamo riflettuto a lungo poi ha prevalso la sicurezza" «Noi avremmo voluto conservare tutto, ma il fatto che non venissero toccati aspetti strutturali ha fatto dire a me e al soprintendente Francesco Pernice che si poteva accettare di eliminare le due rampe di accesso allo scalone di Mazzucchetti al piano terreno dellEgizio». Il direttore regionale per i beni culturali Liliana Pittarello lo ammette, dire sì - a differenza di quanto ha fatto allinterno del cda del museo il consigliere Pino Chiezzi - alla proposta dei progettisti del nuovo Egizio, e in particolare dal professor Paolo Marconi, uno dei grandi mondiali del restauro, non è stato così facile. Ma poi hanno prevalso diverse esigenze, dalla sicurezza di un museo che ospita 3mila visitatori al giorno, e questa soluzione garantisce una migliore fluidità nello scorrimento del pubblico, alla maggiore funzionalità allinterno di un progetto complesso, su cui si è molto investito e che deve andare avanti. «Il progetto preliminare per il nuovo Egizio da subito prevedeva la demolizione delle due rampe del piano terreno, per assicurare un ingresso diretto da piazza Carignano e dallatrio su via Accademia delle Scienze, senza dovere salire e scendere e prevenendo così ingorghi. Abbiamo chiesto ai progettisti di proporre soluzioni alternative, ma non sono state trovate. Né è parsa convincente lipotesi di fare a meno di una sola delle due rampe. Quindi, dopo un tavolo istituzionale presso la direzione regionale e diversi incontri, nellultimo consiglio di amministrazione, il 27 novembre, si è deciso che lintervento si poteva fare, salvo riserve ulteriori in sede di approvazione, fra circa due mesi, dellesecutivo». Così insomma si sarebbe arrivati alla decisione del consiglio di fare a meno delle parti iniziali della scalone firmato nellultimo scorcio dell800 da Alessandro Mazzucchetti. Uno scalone singolare, aggiunge Pittarello, concepito tra laltro per ottenere un affaccio diretto sullo Statuario, secondo unesigenza che è venuta meno: «Il palazzo che ospitava il Collegio dei nobili ha avuto tante fasi costruttive, si è pensato che una scala di fine ?800 non fosse troppo sacrificata se perdeva due rampe daccesso, anche perché la parte monumentale, di 4 piani, naturalmente non verrà toccata». «Prendo atto delle volontà plurime del consiglio di amministrazione, ho chiesto infatti al professor Marconi di mettersi in contatto con il consigliere Chiezzi e spiegargli il suo progetto - dice il presidente della Fondazione Alain Elkann. - Nella mia posizione, essendo io oltre che al vertice del museo anche consigliere del ministro Bondi, mi sono basato soprattutto sul parere favorevole dei soprintendenti, espresso dal direttore Pittarello. Io devo tenere conto del parere di tutti, ma se la maggioranza vota a favore, voto con la maggioranza». Qualche perplessità, allinizio, Elkann non nasconde di averla avuta. Ma, aggiunge, «non sono un tecnico né un architetto, ho capito però che le rampe del Mazzucchetti non hanno lo stesso valore dello scalone di Guarini, quello di accesso allAccademia delle Scienze. Il professor Marconi mi ha spiegato che lintervento si doveva fare e si giustificava nel progetto. E vero però che se dalle osservazioni di Chiezzi verranno fuori nuove proposte, ne terremo conto, siamo ancora in tempo per ascoltarle».
PIEMONTE -La sovrintendente "La soluzione garantisce la funzionalità del progetto"
Il nuovo Egizio del Museo Archeologico di Milano, progettato da Paolo Marconi, prevede la demolizione delle due rampe di accesso allo scalone di Mazzucchetti al piano terreno. La decisione è stata presa dopo un tavolo istituzionale e incontri con i progettisti e gli esperti. Il direttore regionale per i beni culturali Liliana Pittarello ha espresso il suo parere favorevole alla proposta, ma il presidente della Fondazione Alain Elkann ha espresso alcune perplessità. Il progetto prevede la demolizione delle rampe per assicurare un ingresso diretto e una maggiore fluidità nello scorrimento del pubblico.
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