«Meno manifestazioni a piazza del Popolo e di minore impatto ambientale». Ispirata al credo razionalista di Mies van der Roe del Less is more ("meno è più") è la proposta dell' assessore alla Cultura Umberto Croppi che interviene sul caso della piazza-capolavoro del Valadier ridotta ormai a un «campo boario», come ha detto a Repubblica il vicepresidente della Regione Esterino Montino. E se l' urbanista Vezio De Lucia, intervenendo su queste pagine al dibattito, ha chiesta una «linea dura sulle concessioni» evitando «tutte le manifestazioni di carattere commerciale», l' architetto Massimiliano Fuksas - definiti «un' indecenza» i 38 permessi concessi a piazza del Popolo da giugno a oggi - si è spinto a proporre di «l' ipotesi di togliere le auto anche da villa Borghese». Il Campidoglio è deciso a vietare la piazza a tutte le manifestazioni, assessore? «è nostra intenzione - spiega Croppi - ridurre le concessioni in maniera sostanziale. Ma, soprattutto, di evitare assolutamente quelle manifestazioni che impattano in maniera eccessiva con questo spazio straordinario». Quando il nuovo regolamento? «Dino Gasperini (il delegato del sindaco per il centro storico, ndr) sta lavorando, e bene, a questo regolamento che riguarderà anche altri luoghi, come piazza di Spagna. Alle riunioni parteciperò anche e io e spero che riusciremo entro l' anno a porre un freno all' uso improprio della piazza del Popolo». Da giugno ha ospitato sfilate di miss Italia, esposizioni di auto di lusso, stand, ma anche palchi di comizi elettorali e manifestazioni no profit. Direte stop almeno alle kermesse commerciali? «Sarebbe meglio evitarle, ma il discrimine vero è un altro. è la compatibilità della struttura temporanea con l' impianto estetico formidabile composto dalla piazza di porta del Popolo e dal Pincio». Basta tendopoli, insomma. «Basta tendopoli e basta eventi che sottraggono tutto l' emiciclo al passaggio della gente, al passeggio dei turisti, allo scambio e all' incontro di persone e di idee». Una vera agorà quella progettata da Valadier. «Sì, la piazza nasce, storicamente, come luogo di scambio e di incontro. Nasce per ospitare il mercato e le adunate popolari, i comizi. La piazza deve poter continuare a vivere, non credo a una fredda musealizzazione. Ma non possiamo permettere più che sia completamente sottratta, neanche per pochi giorni, a chi vuole godere di questo capolavoro dell' architettura neoclassica». Dieci anni fa le auto furono tolte da piazza del Popolo, che ricordi ha delle macchine sotto l' obelisco egizio? «Ricordo un enorme parcheggio, le auto in doppia-tripla fila, e i parcheggiatori abusivi con al collo una catena di chiavi per spostare le macchine. Una situazione davvero insostenibile. Nel 1990 però qualcosa era già cambiato: non si parcheggiava più ma erano state lasciate due corsie preferenziali. E lo ricordo bene perché proprio in quell' anno ebbi un incidente in piazza con un automobilista che non aveva rispettato la precedenza». Vuole dire che non fu importante la scelta del 1998 della giunta Rutelli? «No, voglio solo dire che a quella data la piazza era già senza più parcheggi. Ma certo fu importante la pedonalizzazione, che venne decisa allora e che va difesa oggi».
ROMA - 'Piazza del Popolo, alt alla tendopoli'
L' assessore alla Cultura Umberto Croppi ha proposto di ridurre le manifestazioni a piazza del Popolo e di evitare quelle che impattano con l' impianto estetico della piazza. L' architetto Massimiliano Fuksas ha proposto di togliere le auto anche da villa Borghese. Il Campidoglio è deciso a vietare la piazza a tutte le manifestazioni, ma Croppi vuole ridurre le concessioni in maniera sostanziale. Il delegato del sindaco per il centro storico, Dino Gasperini, sta lavorando a un nuovo regolamento che riguarderà anche piazza di Spagna. Croppi vuole evitare le kermesse commerciali e preferire eventi che non sottraggano l' emiciclo alla gente.
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