Un dormitorio per disperati e criminali nei cunicoli di Castel Sant'Angelo. In un'area archeologica, nei pressi di un parco giochi, nel centro di Roma. Sono state le mamme dei bambini che frequentano i giardini del Bastione a notare uno strano viavai di persone e ad avvisare la Polizia municipale. E l'altra notte gli agenti del nucleo assistenza emarginati del XVII gruppo sono intervenuti, verso le due: il lucchetto era stato forzato, all'interno dormivano in sacchi a pelo e materassi sei persone, in condizioni igienico-sanitarie pessime. Quattro senza fissa dimora (tra loro una donna italiana) e due algerini con molti precedenti penali. Avevano trasformato in mini appartamenti i cunicoli di Castel Sant'Angelo: scaffali, utensili, anche un bagno con un wc. E cumuli di giornali, bottiglie, montagne di rifiuti, come se quei cunicoli costituissero da tempo una tana per disperati. Forse gli stessi che fino a.poco tempo fa si radunavano intorno al Castello, cingendolo d'assedio con veri e propri accampamenti. Ora la situazione è molto migliorata, lo dicono anche i residenti. Il degrado di un tempo è un ricordo, ancor più che la notte, dopo l'installazione dì una cancellata, i giardini di Castel Sant'Angelo vengono chiusi. Eppure, di questo dormitorio, nessuno sapeva niente. I vigili l'hanno sgomberato e smantellato con un'irruzione notturna. Le persone all'interno identificate: quattro senza fissa dimora che hanno rifiutato qualsiasi tipo di assistenza per tornarsene in strada e due algerini privi di documenti, che dai rilievi fotodattiloscopici sono risultati già noti alle forze dell'ordine. Avevano alle spalle rispettivamente undici e diciassette arresti per aggressioni, danneggia-menti. false generalità, rapine reiterate. I due sono stati condotti nel centro identificazioni ed espulsioni di Ponte Galeria. A diffondere la notizia è stata la commissione speciale sicurezza urbana del Campidoglio che ha messo le immagini nel canale Roma sicura di You Tube. «I cunicoli -ha raccontato Fabrizio San tori, presidente della commissione sicurezza del Comune, - si trovano al livello stradale di Castel Sant'Angelo e vanno in direzione di piazza Adriana. Sono all'interno dell'area archeologica ed hanno dunque un certo rilievo storico e culturale: ci sono anche dei cortili interni e pavimenti in cotto». Probabilmente chiusi per motivi di sicurezza, sono in realtà diventati terra di nessuno. Ora sono di nuovo of limits, San tori ha chiesto all'Ufficio decoro del gabinetto del sindaco di effettuare un intervento di riqualificazione. «Ma va interpellato il Polo Museale che ne ha la proprietà, anche per decidere come usare quegli spazi, che possono essere messi a disposizione della collettività per associazioni o mostre». Ma il soprintendente Claudio Strinati frena: «II Comune ha competenza sull'area esterna del Castello, noi delle Belle Arti non c'entriamo niente. I sotterranei poi sono di competenza del Polo museale archeologico, ovvero sono sotto la tutela della soprintendenza archeologica». L'affaire si complica ancora, ascoltando il soprintendente ai Beni archeologici, Angelo Bottini: «La rilevanza archeologica è una cosa, la gestione un'altra. Insomma, devono rivolgersi a Strinati e non a me. Noi vistiamo il progetto se va a interessare la parte archeologica, ma il Demanio gliel'ha dato in consegna a lui, il monumento. Come il Pantheon, mica è mio, è suo. Se lui fa una cosa me lo deve dire, ma l'iniziativa è sua». Ci siamo chiariti?