L'EDUCAZIONE al libro è un tassello prioritario in una società come la nostra II dibattito apertosi intorno al "ticket" sul prestito è una questione che va affrontata. Il ministero per i Beni e le Attività culturali svolge, proprio in questo campo, un compito importante sia sul piano della sensibilizzazione sia su quello della progettazione. Il ministro Urbani ha già precisato una sua posizione che è giusta Oggi più che mai il rapporto tra libro, biblioteca e utenza si apre a un dialogo a ventaglio, grazie anche ai nuovi strumenti innovativi (il sottosegretario Bono guarda con molta attenzione a questi aspetti e li segue con coerenza e ampia visione) sul piano della comunicazione e sul piano delle tecnologie avanzate che toccano i vari territori. È un settore, quello dei Beni librari e delle biblioteche (diretto dal pro-fessor Francesco Sicilia, direttore generale per i beni librari e gli istituti culturali, del ministero sopra menzionato, il quale, con provata esperienza e capacità porta avanti un percorso riconosciuto in ambiti istituzionali italiani ed esteri, associazionistici, culturali vari) guidato con intelligenza prospettica attraverso una rete che ha portato ad una sicura efficienza e ad una alta garanzia di programmazione e di dialettica anche all'interno del dibattito culturale militante. Le iniziative intraprese da questa direzione, sotto la guida di Sicilia, (collegamenti con vari organismi, scambi culturali, progettualità, ricerca, mostre, convegni, iniziative inter-istituzionali, scientificità, amministrazione, innovazioni) sono la provata espressione di un comparto, attraverso i suoi vari Uffici e i rispettivi responsabili, che ha manifestato una intuizione (e una preparazione di base) programmatica e amministrativa rilevante nel contesto delle culture. Il sottosegretario Bono ha manifestato in più occasioni l'importanza e la necessità di raccordi istituzionali per la diffusione della cultura italiana all'estero (le questioni legati all'Unesco, sul quale Bono si è più volte soffermato, sono una tangibile affermazione di ciò). Un raccordo tra cultura progettuale (dalla tutela alla fruizione) e politica dell'organizzazione. È su questo tracciato che il ministero sviluppa le sue operazioni. Il dato prioritario che oggi si è intrapreso con il dibattito sul "ticket" ci rende sempre più convinti che l'educazione alla cultura passa attraverso l'educazione alla lettura e al libro. E da questo punto di vista, sul piano istituzionale, siamo garantiti lungo un tragitto che pone la direzione dei beni librari come riferimento per la crescita e il confronto storico, culturale, e, ancora di più, amministrativo. Il dibattito, sul piano della dialettica culturale, comunque, è tutto aperto. Ed è giusto che sia così. Bisogna molto riflettere sul rapporto tra scuola, cultura e società. Un incrocio antico ma che costantemente si ripropone perché è su questi riferimenti che occorre necessariamente riconfrontarsi con le nuove generazioni. Ed è qui che il legame tra cultura e politica diventa un dato emblematico. Non sono due mondi separati. Interagiscono per modelli di conoscenza Alla base di un progetto politico c'è sempre un'idea di cultura Cultura come formazione. Leggere la storia è una sottolineatura con la quale non bisogna smettere di confrontarsi. Una strada che ci porta verso quella politica per il libro. Una politica che bisogna incentivare con investimenti forti, con economie che creino risorse e con risorse che si aprono allo sviluppo. Occorrono più risorse economiche per un investimento globale sulla cultura del libro e sulla educazione alla cultura alla lettura La storia della cultura vive nei trapassi epocali che hanno fatto del Patrimonio storico-artistico e dei beni culturali dei luoghi di un sapere che si porta dentro tutta la sua memoria. La biblioteca è il luogo per eccellenza della memoria. Custodisce i documenti di un valore. La Biblioteca ha un'anima profonda perché conserva, attravèrso pagine (ovvero testi), l'anima delle civiltà. Le pagine sfogliate di una cinquecentina sono frammenti di scrittura e di anima Dai tempi antichi ai giorni nostri il dibattito si è sempre sviluppato intorno ad un raccordo che resta fondamentale: libro (e quindi lettura] e biblioteca Educazione alla conservazione della memoria È su questo aspetto che si sono focalizzati dei veri e propri processi sia culturali che politici. All'interno dei beni culturali il libro deve diventare un fatto prioritario perché tocca direttamente la formazione delle nuove generazioni. Il ministero per i Beni e le Attività culturali porta avanti un percorso di iniziative e di confronti importanti su questo discorso. Le biblioteche hanno una loro storia In fondo la storia della cultura in Italia la si può leggere attraverso la storia delle biblioteche. Le quali non sono soltanto dei contenitori di testi antichi e moderni ma sono dei veri e propri laboratori di cultura La storia della biblioteca parla diversi linguaggi. "Oggi, a fronte della diffusa applicazione delle nuove tecnologie, si legge proprio in uno scritto di Francesco Sicilia, le attività bibliotecarie conoscono un ulteriore e profondo mutamento, tale da giustificare la nascita della biblioteca digitale". Ci si è avviati, dunque, verso nuovi percorsi con i quali.occorre confrontarsi quotidianamente. Il dato progettuale e inter-istituzionale ha, anche qui, una sua pre-gnanza. Lo scambio tra Istituti culturali italiani ed esteri è una prova in un raccordo tra cultura identitaria, istituzioni e progettualità. Chiaramente il raccordo, in senso generale, tra tutela, valorizzazione e programmazione è un dato rilevante. Essere al centro, sul piano istituzionale, di un dibattito culturale è segno di una importante crescita e di una forza di confronto a tutto tondo. Biblioteche e scambi culturali pongono al centro chiaramente la questione educazione. Educazione e conoscenza nell'ambito di una politica complessiva sui beni culturali. I beni culturali che sono un patrimonio di una comunità e in quanto tale sono espressione di civiltà. L'Italia fa conoscere il suo patrimonio attraverso modelli di civiltà anche contemporanea II libro è nella contemporaneità che si vive. Ecco perché il compito che svolge il ministero in un tale contesto (con la sua dirczione) è ben considerato fuori dall'Italia stessa. Mi pare che sia un dato imponente in una società dominata dall'immagine totale. In una tale visione la questione riferita al "ticket" è autorevolmente sotto controllo.