Pronti entro maggio due grandi capannoni nell'ex Mattatoio. Ecchen «Esperimenti e contaminazioni del Museo d'arte moderna» II Museo d'arte contemporanea, nei locali dell'ex fabbrica di birra, in via Reggio Emilia, viaggia con il vento il poppa e si prepara alla grande trasformazione, prevista per i prossimi mesi, quando si sdoppierà per dare alla città poli artistici finalizzati alla conservazione e alla formazione culturale soprattutto dei giovani. «Il bilancio è positivo, spiega Danilo Eccher, direttore del Macro, abbreviativo per indicare questo museo - in un anno abbiamo contato 70.000 visitatori, un numero considerevole per un museo d'arte moderna». Eccher, un uomo dalle idee chiare, giunto a Roma dopo una fortunatissima esperienza nella gestione dell'arte contemporanea in una città particolarmente esigente, qual è Bologna, non intende fermarsi. «Ci stiamo preparando ad un grande progetto - dice Eccher - abbiamo già acquisito due grandi capannoni nell'ex Mattatoio, permetteranno di tradurre in pratica la grande filosofia di Macro». Non si sbottona più di tanto, poi chiarisce che il futuro Museo sarà diviso in due grandi aree. «La prima, riservata ad ospitare i grandi maestri dell'arte, sarà questa di via Reggio Emilia -spiega il direttore del Museo d'Arte contemporanea - la se-:onda, destinata a ricerca, esperimenti e alla contaminazione di linguaggi artistici, sorgerà al Testaccio». Tutto questo entro maggio, quando i due grandi capannoni nell'ex Mattatoio, acquisiti dal Macro, funzioneranno a pieno regime. Il grande laboratorio del Museo d'arte .moderna, dunque, avrà la funzione di assicurare la necessaria struttura per la ricerca alla futura "cittadella dell'Arte e Mia Scienza" che, com'è noto, si prepara a sorgere nella zona dell'Ostiense, dove c'è già il polo museale nell'ex centrale Montemartini e l'area degli ex Mercati generali sarà attrezzata per finalità culturali. «Seguo un progetto ben preciso - dichiara il direttore del Macro - quello di dare a Roma la funzione di ponte culturale con l'Europa». Di più non dice, ma sono le iniziative che spiegano perché questo museo è riuscito a superare anche le più ottimistiche previsioni per preparare la città ad assumere un ruolo primario nell'arte contemporanea dell'Europa e il bacino del Mediterraneo. Così grande spazio è assicurato alla didattica. C'è una programmazione riservata alle scuole, alle 10, dal martedì al venerdì. Ogni martedì e giovedì, alle 16, e il sabato alle 11, gli esperti guidano in un percorso nell'arte, attraverso le collezioni collocate nel caveau del museo. Il sabato, alle 12, la domenica, alle 11 ed alle 12. Nanni Bale-strini del Gruppo 63, Elisabet-ta Renassi, con le video installazioni, Nicola De Maria, protagonista della Transavanguardia e il camerunense Pascale Marthi-ne Tayou, con video e fotografia, riescono a dare il senso dell'arte, rendendo comprensibili espressioni solo in apparenza ermetiche. La folla è assicurata, il successo pure.
Macro raddoppia: largo ai giovani nel laboratorio di Testaccio
Il Museo d'Arte Moderna (Macro) di Roma sta per subire una grande trasformazione. Il direttore Danilo Eccher annuncia che i due grandi capannoni nell'ex Mattatoio saranno completati entro maggio e saranno utilizzati per creare due aree diverse: una per ospitare i grandi maestri dell'arte e l'altra per la ricerca, gli esperimenti e la contaminazione di linguaggi artistici. Il Macro ha già contato 70.000 visitatori in un anno e si prepara ad un grande progetto per dare a Roma la funzione di ponte culturale con l'Europa. Il museo avrà una programmazione riservata alle scuole e gli esperti guidano in un percorso nell'arte attraverso le collezioni collocate nel caveau del museo.
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