Uomo di raffinata competenza in tema di monumenti e ambienti storici, Gazzola promuove attivamente per quattro decenni la difficile tutela dei centri urbani nelle aree di sua competenza tra Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, durante il periodo post-bellico e del boom economico. Il primo incarico di Gazzola è nel 1935 alla Soprintendenza ai monumenti di Milano. Nel 1941 Gazzola viene promosso alla guida della Soprintendenza del Veneto occidentale, responsabilità di non poco conto, che lo mette a capo dei destini del patrimonio storico conservato in città d'arte di primo piano come Verona, Mantova e Cremona. Durante le drammatiche circostanze della guerra, in un contesto segnato dalla presenza degli alti comandi tedeschi a Verona, l'intraprendente conservatore piacentino, diventerà lo strenuo difensore dei ponti storici di Verona: il trecentesco ponte di Castelvecchio e il romano ponte della Pietra. Il teatro delle macerie delle città lombardo-venete è il laboratorio per un architetto colto ed estremamente attivo. Solo nel decennio 1946-56, nella sua giurisdizione, Gazzola orchestrerà con grande coraggio e passione ben 150 cantieri di restauro, candidandosi così a diventare un esperto di fama internazionale nel campo della tutela e della salvaguardia di monumenti e siti d'interesse culturale. A Verona, nell'emergenza post-bellica, Gazzola riesce a imporre operazioni di ricostruzione monumentale ineccepibili, in contro-tendenza con le teorie del restauro dell'epoca. Gli episodi più noti, la ricostruzione «com'era e dov'era» del ponte scaligero di Castelvecchio (negli anni 1949-51) e di ponte Pietra (tra il 1957 e il '59), minati come gli altri ponti veronesi dagli occupanti tedeschi in fuga, costituiscono un vero e proprio manifesto dell'attività di Gazzola nel campo del restauro. I due interventi, realizzati prima ancora del ponte Vecchio a Firenze, sono improntati al principio della fedeltà assoluta al manufatto da ricostruire, ottenuta ripercorrendo artigianalmente l'antico processo costruttivo. Per la replica dei due ponti si recuperano i materiali storici ricorrendo anche alla tecnologia originaria e a trattamenti di superficie che restituiscano ai ponti la patina del tempo. Il tutto si fonda su un accurato lavoro propedeutico di catalogazione recupero e reimpiego delle sopravvivenze rimaste dal crollo. Ma difficilmente si poteva parlare, come nel caso dei monumenti lapidei antichi, di semplice rimontaggio di elementi, ovvero di anastilosi. È evidente allora come, agli occhi dei detrattori, l'operazione sui ponti potesse chiamare in causa problematicamente il rispetto dei parametri correnti di "autenticità", e si attirasse sospetti di falsificazione. La competenza acquisita da Gazzola, misurandosi con le problematiche della ricostruzione, lo porta naturalmente ad ottenere nel 1952 l'incarico di esperto Unesco per i monumenti, l'archeologia e l'ambiente. In questa veste offrirà il suo personale contributo scientifico alla stesura di numerose direttive e raccomandazioni, coordinando importanti missioni all'estero. La notorietà di Gazzola è legata in particolare al progetto per la salvaguardia dei due templi di Abu-Simbel (1300-1200 a. C.), progetto con cui l'Italia vince una prestigiosa competizione internazionale. Si trattava di portare in salvo il prezioso patrimonio archeologico dell'alta valle del Nilo, nella zona tra l'Egitto e il Sudan, che stava per essere sommerso dalle acque a seguito della costruzione della diga di Assuan.
VERONA - Gazzola. Un propugnatore della salvaguardia
Gazzola è stato un conservatore e architetto italiano attivo per quattro decenni nella tutela dei centri urbani nelle aree di Veneto, Lombardia, Emilia Romagna. Ha lavorato alla Soprintendenza ai monumenti di Milano e alla Soprintendenza del Veneto occidentale, dove ha difeso i ponti storici di Verona, come il ponte di Castelvecchio e il ponte della Pietra. Durante la guerra, ha orchestrato 150 cantieri di restauro e ha candidato a diventare un esperto internazionale nel campo della tutela dei monumenti. A Verona, ha realizzato la ricostruzione del ponte scaligero di Castelvecchio e del ponte Pietra, utilizzando materiali storici e tecnologie originarie.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo