CELEBRAZIONI. DOMANI E SABATO ALLA GRAN GUARDIA SI RICORDANO I CENTO ANNI DELLA NASCITA DELL'ARCHITETTO CHE SI DEDICÒ AI BENI STORICI E ARTISTICI GAZZOLA,UNA VITA SPESA SUL CAMPO Tra le grandi opere a Verona la ricostruzione del ponte scaligero di Castelvecchio e di quello della Pietra Domani e sabato, alla Gran Guardia, oltre 40 tra i maggiori studiosi ed esperti italiani di restauro e conservazione dei beni monumentali percorreranno la vicenda di Piero Gazzola, in un convegno dal titolo Piero Gazzola, una strategia per i beni architettonici nel secondo Novecento. Conoscenza, tutela e valorizzazione nel contesto italiano e internazionale. Il convegno è promosso dalla Regione Veneto che ha istituito il Comitato regionale per le celebrazioni del Centenario della nascita di Piero Gazzola (1908-1979) e dal Comune di Verona. «A Verona», dice Paola Marini, presidente del Comitato e direttore dei Civici musei d'arte di Verona, introducendo in municipio il convegno con l'assessore alla cultura Erminia Perbellini, «Gazzola è ricordato soprattutto per la ricostruzione dov'erano e com'erano del trecentesco Ponte Scaligero di Castelvecchio e del romano Ponte della Pietra fatti saltare dai tedeschi in fuga alla fine della seconda guerra mondiale. Ma l'impresa che sicuramente resta nella mente e nell'immaginario di tutti è il progetto d'innalzamento dei templi egiziani di Ramsete II e Nefertari ad Abu Simbel». Piacentino di nascita, Gazzola è stato uno dei protagonisti assoluti delle politiche e degli interventi per salvaguardare i beni monumentali in Italia tra il 1935 quando assunse il primo incarico pubblico a Milano per spostarsi poi in Sicilia quindi a Verona e il '79, anno della scomparsa. A Verona Gazzola operò come soprintendente ai Monumenti del Veneto occidentale, fra il 1941 e il '73. Se oggi molti siti «patrimonio universale dell'umanità», fra cui la città di Verona, continuano a farsi ammirare, parte del merito va proprio a lui. «Ero suo assistente al Politecnico di Milano e mi volle come collaboratore perché sapeva che mio padre guidava una cooperativa di marmisti a Sant'Ambrogio di Valpolicella», dice l'architetto Libero Cecchini, 89 anni, direttore artistico dei lavori di ricomposizione del Ponte di Castelvecchio, nel 1948, e del Ponte Pietra, nel '57. «Gazzola intuì per primo che bisogna conoscere la materia del restauro, cioè la pietra, per dare valore alle ricomposizioni. Il suo merito è di aver spinto per ricomporre due ponti storici, in apparenza poco funzionali, perché credeva che è dalla storia che si comincia a ricostruire una civiltà». Di Gazzola fu anche il monito all'amministrazione scaligera per la salvaguardia delle colline e delle Torricelle dalla cementificazione. «Aveva una grande cultura urbana e a lui si deve la ricostruzione di Verona, con uno sguardo sempre attento a salvaguardare il paesaggio», conferma Maristella Vecchiato, storica dell'arte e funzionario della Sovrintendenza ai beni architettonici, che ha partecipato alla presentazione del convegno condotta da Paola Marini, insieme a Michela Morgante e Alba Di Lieto, della segreteria scientifica, e a Romano Tonin, delegato del segretario regionale della cultura, Angelo Tabaro. Al convegno ci saranno anche Maria Pia e Gianandrea Gazzola, i figli di Piero e della moglie Elena Schiavi, morta nel 2004. La figlia, artista il figlio è scultore ha creato un'associazione per schedare lo sterminato materiale del padre, in parte conservato nella sua villa di Negrar. «Dopo tanto lavoro abbiamo dato vita a un archivio informatico», spiega, «con il supporto del Politecnico di Milano e di un comitato scientifico». E.G.
VERONA - Gazzola, una vita spesa sul campo
Oggi, a Verona, si celebra il centenario della nascita di Piero Gazzola, un architetto che si dedicò ai beni storici e artistici. Gazzola è ricordato per la ricostruzione del Ponte Scaligero di Castelvecchio e del Ponte della Pietra, che furono distrutti dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale. Il convegno "Piero Gazzola, una strategia per i beni architettonici nel secondo Novecento" è stato organizzato dalla Regione Veneto e dal Comune di Verona. L'evento ha portato a presentare la vita e l'opera di Gazzola, che ha lavorato come soprintendente ai Monumenti del Veneto occidentale dal 1941 al 1973.
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