Torna visibile al pubblico a partire da sabato presso il Museo Nazionale del Bargello, il David di Donatello restaurato. Il restauro è stato eseguito - in un cantiere aperto ai visitatori - nel Salone di Donatello del Museo del Bargello, dove l'opera è esposta dal 1887, in occasione del 40 anniversario dell'alluvione di Firenze (4 novembre 1966). L'operazione è stata finanziata dal dipartimento della Protezione Civile della presidenza del Consiglio dei Ministri, d'intesa con il Consiglio Regionale della Toscana, il ministero per i Beni e le Attività Culturali e la Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze. Il David di bronzo di Donatello (1386-1466) è tra le opere più note e più ammirate dell'intero Quattrocento, ma nessun documento informa sulla sua esecuzione: è esplicitamente ricordato per la prima volta al centro del cortile di Palazzo Medici soltanto nel 1469. Il David non era stato sottoposto da almeno un secolo a interventi di restauro e la sua conservazione si era limitata a operazioni di ordinaria manutenzione. L'importanza dell'opera, la delicatezza del suo modellato e la presenza di resti delle dorature originali, eseguite con la fragilissima tecnica della missione, avevano finora sconsigliato una pulitura approfondita. Negli ultimi anni, le nuove metodiche di restauro, con l'impiego del laser, nei bronzi rinascimentali, hanno consentito di affrontare l'intervento sul capolavoro donatelliano con garanzie di un esito perfetto, come mostra oggi l'oro recuperato, soprattutto sui capelli e la qualità anche cromatica della patina originale. Il restauro e le novità scientifiche - sia storiche che tecniche - emerse nell'occasione, sono documentate in catalogo.