Dopo il "buco" si azzera tutto: via Callieri, arriva il commissario Sarà messo in liquidazione il Centro di restauro di Venaria. Quella che fino a qualche giorno fa sembrava solo una delle ipotesi possibili, dovrebbe oggi divenire certezza. In mattinata si riunirà infatti il Collegio dei fondatori, che dovrebbe decidere per la nomina di un commissario in sostituzione dellattuale presidente Carlo Callieri. Il quale ha convocato, a fine riunione, gli organi di informazione per esprimere, per la prima volta da quando si è denunciata da un mese a questa parte la situazione di crisi, il suo punto di vista sulle ultime vicende che stanno mettendo a rischio una struttura inaugurata meno di tre anni fa. Cè incertezza soprattutto sul futuro del corso di laurea quinquennale in restauro che ha lì la sua sede, cofinanziato dallUniversità. Una decisione, quella della liquidazione dellente, che neanche un mese fa sembrava assai improbabile. Nonostante il buco di bilancio di 750 mila euro e la mancata approvazione, nellultimo consiglio di amministrazione di fine ottobre, del bilancio preventivo del 2008. E la decisione della Compagnia di San Paolo, con la Regione il maggiore finanziatore del Centro, di non erogare, a fronte di un buco strutturale e quindi non facilmente ripianabile, legato anche agli eccessivi costi del personale, i contributi straordinari previsti per 2008 e 2009, per un milione di euro in tutto. «Il Centro di Restauro di Venaria non deve essere liquidato, ma reimpostato e rilanciato. Nominare un commissario liquidatore oggi vorrebbe dire bloccare tutto» aveva dichiarato lassessore regionale Gianni Oliva il 1 novembre a Repubblica. E poi che cosa è successo? «Parlando con i vertici della Compagnia di San Paolo, si è appreso che la liquidazione non comporterà la sospensione delle attività - risponde oggi Oliva - Il commissario liquiderà solo la struttura giuridica, ma questo non porterà al blocco delle altre mansioni, potrà anche pagare gli stipendi al personale. I corsi universitari proseguiranno, dal momento che, a fronte del costo annuale di 536 mila euro, la Regione contribuisce con un milione, metà proviene dal mio assessorato, laltra metà da quello del collega Bairati, per la ricerca e linnovazione». E i laboratori di restauro? «Verranno assorbiti tramite una convenzione dal Consorzio La Venaria Reale, che si occuperà della loro gestione. Questo comporterà tra laltro un abbattimento dei costi». Non è troppo preoccupato il magnifico rettore Ezio Pelizzetti, che parteciperà stamane allincontro dei fondatori a Venaria: «Certo, le difficoltà ci sono, ma distinguerei il progetto di formazione che ci coinvolge come università da quello del Centro di restauro vero e proprio. Cè tutta lintenzione di mantenere in vita il primo, in quanto terzo polo italiano del settore, per il secondo si tratta di trovare un accordo, con unoperazione di razionalizzazione che dovrebbe facilitare tra laltro larrivo di commesse e incarichi». Si viene intanto a sapere che il Ministero per i beni culturali ha proposto di assorbire il Centro di Venaria nellIcr, lIstituto Centrale del Restauro, con sede a Roma. Ma la Regione avrebbe risposto seccamente di non essere daccordo.