Nelle parole di Mario Giaccia, che la presiede, l'obiettivo è ambizioso: «Essere il punto di riferimento, il collante tra Stato, Regioni e fondazioni bancarie per coordinare gli interventi per beni culturali, paesaggistici, arte, spettacolo e sport». E ancora, «promuovere nel settore una gestione imprenditoriale efficiente». A tentare l'impresa sarà Arcus (acronimo di arte, cultura, e spettacolo), costituita il 16 febbraio e che in un paio di mesi, appena assunto il direttore generale e uno staff di una dozzina di persone, potrà attivare mutui per una settantina di milioni da destinare a interventi operativi. Un altro centinaio di milioni seguiranno PROGETTI Si comincia con 70 milioni. Arcus (ministero Urbani) finanzierà non a pioggia nel prossimo biennio. Ma è solo l'inizio. Con la legge 291 del 6 ottobre 2003 che l'ha istituita, ad Arcus è destinato il 3 degli stanziamenti per la realizzazione diinfra-strutture. «Una percentuale che si calcolerà sul totale degli investimenti in infrastrutture nel Paese, da chiunque siano finanziati», spiega Giaccia. «Per la prima volta siamo riusciti a collegare sviluppo e crescita delle infrastrutture con la cultura e la protezione del paesaggio. E' una scelta strategica i cui risultati si vedranno in futuro - sostiene il ministro dei Beni culturali, Giuliano Urbani -. Arcus non si sostituirà al ministero, piuttosto opererà di concerto mettendo a disposizione una velocità d'intervento superiore». Azionista unico è il ministero dell'Economia, che ha versato 8 milioni di capitale sociale, ma la quota dello Stato potrà scendere fino al 40 con l'ingresso di privati o altri enti (tipo fondazioni bancarie). Oltre a Giaccia -ex magistrato della Corte dei Conti, poi capo di gabinetto di Urbani e quindi responsabile della Direzione Stato e Infrastrutture di Banca Intesa - il Cda della società è composto dal ragioniere generale dello Stato, Vittorio Grilli; dal presidente dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Venezia, Giuliano Segre; dall' avvocato milanese Marcelle Franco; da Ettore Incalza ex Tav e oggi consigliere del ministro Lunardi; dal direttore generale della Simest, Massimo D'Aiuto; e dall'archeologa Elena Francesca Ghedini. Ma cosa farà esattamente Arcus? «Investirà risorse per la crescita e lo sviluppo del territorio -dice Giaccia -, perciò è fondamentale il collegamento con le Regioni. Esempi? Interventi per attutire l'impatto delle grandi opere; salvaguardia di scavi archeologici; realizzazione di bacini culturali per percorsi turistici integrati; conservazione e restauro di beni culturali; interventi per la promozione di festival teatrali o cinematografici e anche a sostegno di competizioni sportive. Insomma, sarà l'agenzia addetta alla tutela e alla fruibilità dei beni culturali, che sono il maggior patrimonio del Paese. Poi - continua - c'è lo sviluppo del merchandising dei beni culturali, in Italia quasi non sfruttato». Giaccia assicura che la società non si trasformerà in baraccone dispensatore dì finanziamenti a chi ha i contatti giusti. La struttura, snella, sarà guidata da un direttore generale con background finanziario e di start-up. Gli interventi, nelle intenzioni, non saranno a pioggia, ma mirati.
ARCUS Investire in cultura? È un'arte
Arcus, un'agenzia governativa, sarà il punto di riferimento per la gestione dei beni culturali, paesaggistici, arte, spettacolo e sport. L'obiettivo è ambizioso: promuovere una gestione imprenditoriale efficiente e coordinare gli interventi per questi settori. Arcus sarà finanziata con 70 milioni di euro nel prossimo biennio e con altri 100 milioni in progetto. La società sarà guidata da un direttore generale con background finanziario e di start-up. Gli interventi saranno mirati e non a pioggia. Arcus non si sostituirà al ministero, ma opererà di concerto con esso.
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