Una legge regionale sul Parco dell' Appia Antica non è più rinviabile. È l'appello del presidente del Consiglio Direttivo dell'Ente Parco, Adriano La Regina, al convegno per fare il punto sulla situazione su un pezzo di agro romano ricco di reperti archeologici e «afflitto da traffico e abusivismo edilizio». Il bilancio, dopo 10 anni di attività del Consiglio, è positivo: sono stati acquisiti il Parco della Caffarella e quello di Tormarancia e aperti al pubblico alcuni degli stabili restaurati come l'ex Cartiera Latina o il Casale dell'Ex Mulino con il Tempio di Annia Regilla. IL RISCHIO Tuttavia, per completare il lavoro è urgente l'approvazione da parte della Regione Lazio della legge sull1 ampliamento del Parco, ferma in commissione da 3 anni, «perché -spiega la Regina - ci sono già iniziative delle amministrazioni locali volte alla trasformazione di aree preziose che rischiano di essere irreversibili, come nel caso dell'area di Mugilla a Marino che potrebbe essere trasformata in suolo edificabilc». Si tratta in totale di altri 1600 ettari (tra cui l'area della Farnesiana, il Castrum Caetani e il Forte Appio) da aggiungere ai 3800 esistenti. «In pochi mesi sarà approvata», ha assicurato Esterino Montino, vicepresidente della Regione, il quale ha anche annunciato la creazione di una struttura che possa intervenire nella lotta all'abusivismo. «Auspichiamo che il Comune si faccia più produttivo - ha affermato l'assessore regionale alle Politiche agricole, Filiberto Zaratti, - negli ultimi mesi è stato carente». Dal Campidoglio risponde l'assessore alla cultura, Umberto Croppi, che comunica di aver indetto per gennaio «una conferenza generale con tutte le istituzioni legate all'Appia Antica per fare il punto». Mentre riguardo agli interessi immobiliari nell'area di Marino, è Legambiente a farsi viva, parlando di un possibile «accordo-inciucio» fra Regione e il comune dei Castelli riguardo le località Divino Amore e Mugilla, nelle quali «lo sciagurato PRG prevede 1.188.000 metri cubi di nuovo cemento». L'associazione ambientalista chiede «di azzerare il presunto accordo». E per un soffio è stato perso un altro pezzo importante del complesso di S. Urbano alla Caffarella. Una villa storica, posta sotto vincolo archeologico, è andata all'asta e la soprintendenza l'ha saputo 3 giorni dopo la scadenza per presentare l'offerta. È possibile recuperarla, ha detto Rita Paris, responsabile della soprintendenza archeologica per l'Appia Antica, ma «con la collaborazione dalla soprintendenza per i beni culturali del Comune e della Regione». Intanto il Consiglio direttivo del parco si è posto entro il 2010 l'obiettivo di trasferire le attività produttive, il che consentirebbe di convertire in aree di pregio altri 51 ettari di suolo. I finanziamenti ci sono già, 5 milioni di euro. Due però, rimangono gli argomenti spinosi: lo spostamento degli sfasciacarrozze e dei depositi giudiziari e il traffico. «Con i varchi elettronici - ha detto La Regina - si può impedire il traffico di scorrimento per consentirlo solo a quello destinato al Parco dell'Appia Antica. Siamo pronti a un confronto serrato con i cittadini».
ROMA - Adriano La Regina: Edilizia e abusivi assediano il parco dell'Appia antica
Il presidente del Consiglio Direttivo dell'Ente Parco dell'Appia Antica, Adriano La Regina, ha chiesto all'assemblea di fare il punto sulla situazione del parco, che è afflitto da traffico e abusivismo edilizio. Il bilancio del Consiglio è positivo, con l'acquisizione di nuovi parchi e l'apertura di stabilimenti restaurati. Tuttavia, l'approvazione della legge sull'ampliamento del parco è ancora in commissione e ci sono iniziative per la trasformazione di aree preziose. La Regione Lazio ha annunciato la creazione di una struttura per intervenire nella lotta all'abusivismo. Il Comune di Marino è stato criticato per la mancanza di produttività negli ultimi mesi.
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