Incombe il cemento sul Parco dell'Appia Antica, proprio mentre si celebrano i dieci anni di Parco, ma si riducono ora i metri cubi minacciati. La «colata», secondo un'ipotesi accarezzata dalla Regione Lazio, potrebbe scendere da 1.800.000 di metri cubi a meno della metà. In parte dentro il Parco delL'Appia, in parte fuori. Si tratta di un compromesso raggiunto col comune di Marino che dovrebbe mettere fine allo stallo in cui è incappato da anni il piano di ampliamento del Parco, bloccato alla Pisana da ormai cinque anni (il Piano di assetto del Parco è stato licenziato nel 2003, il disegno di legge regionale sull'ampliamento a firma Bonelli e con l'approvazione della Giunta è del 2005). Il Parco dell'Appia Antica riguarda 3500 ettari. Nonostante le ferite e i continui insulti, di cui ieri insieme ai risultati positivi ha dato ampio resoconto il presidente del Parco Adriano La Regina, è il più grande parco archeologico-ambientale del mondo. L'ampliamento previsto è di 1600 ettari, concerne aree come Mugilla a Marino, Santa Maria delle Mole, Capannelle, aree degli acquedotti. Nella legge giacente in Commissione alla Pisana è contenuto invece anche il Colle della Strega. A bloccare tutto questo, da anni, ci sono i potenti appetiti immobiliari del suburbio, in particolare quelli che scendono a valle dall'avamposto di Marino. A promuoverli, con giunte di centro sinistra prima e di centro destra ora, sono costruttori dell'hinterland come Pacifici o Schiaffini, diventati proprietari di aree agricole sulle quali ora si vorrebbero costruire anche megacentri commerciali come ai Casali Negroni. L'intervento è stato promosso perfino su aree archeologi-che come Mugilla dichiarate totalmente inedificabili dalla sovrintendenza. Imponente dunque la minaccia cementizia, che ora la Giunta della Regione intende ridurre, non potendo eliminarla del tutto. «Pensiamo a un compromesso - spiega il vicepresidente Esterino Montino -. Dobbiamo ipotizzare una risposta interlocutoria, che permetta cubature minori, dentro e fuori il Parco. Solo così potremo ampliare definitivamente il Parco». L'idea sta già provocando la reazione di Legambiente che ieri ha definito l'ipotesi un «inciucio» sui confini del Parco. «L'accordo posticcio - ha spiegato Lorenzo Parlati di Legambiente - prevedrebbe la compensazione degli 88mila metri cubi dell'area di Mugilla, spostati sull'adiacente area del Divino Amore che sarebbe quindi ampiamente sacrificata, con in più almeno una parte del 1,1 milioni di metri cubi previsti per lì». Al Parco però c'è chi ha atteggiamenti più realistici. L'ampliamento desiderato potrebbe dare infatti più forza all'azione interna al parco stesso, a cominciare dall'annoso problema della viabilità e del traffico di attraversamento. Inoltre tutte le forze devono essere rivolte alla messa a fratto delle ultime acquisizioni, come Tor Marancia e La Caffarella, o alle nuove come la tenuta della Farnesiana. Un grido d'allarme è venuto ieri da Rita Paris, responsabile archeologa dell'Appia, e riguarda la Villa di Sant'Urbano alla Caffarella. Il bene è andato all'asta e sta per essere ceduto a privati, sottratto così al parco. Il Comune non si è fatto vivo, la soprintendenza ne è venuta a conoscenza tre giorni dopo la scadenza. Ieri l'allarme, per cercare rimedi. Intanto la Regione sta mettendo su, all'Urbanistica, un ufficio antiabusivismo, col compito di intervenire quando i comuni mostrano lassismo. «A dirigerlo pensiamo di chiamare Massimo Miglio», dice Montino.
ROMA - Appia minacciata dal cemento La Pisana: Meno cubature
Il Parco dell'Appia Antica, il più grande parco archeologico-ambientale del mondo, sta per essere minacciato dalla colata cementizia. La Regione Lazio ha proposto un compromesso con il comune di Marino per ridurre la quantità di metri cubi di cemento che potrebbe scendere dal colle, da 1.800.000 a meno della metà. Il piano di ampliamento del Parco, bloccato da anni, prevede l'aggiunta di 1600 ettari, tra cui aree agricole e acquedotti. Tuttavia, i potenti appetiti immobiliari del suburbio stanno minacciando di costruire megacentri commerciali e abitazioni.
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