All'asta per poco più di un milione di euro. Come una qualsiasi masseria della valle d'Itria. Alla faccia della memoria e della sua enorme carica simbolica. Sì - dopo anni di convegni e battaglie di ogni tipo, dopo il susseguirsi di promesse e rassicurazioni da parte delle più svariate istituzioni pubbliche - tra poche ore, venerdì mattina per l'esattezza, la «Casa Rossa» di Alberobello, simbolo pugliese delle persecuzioni naziste nei confronti degli ebrei, verrà venduta all'asta. È presto per dire quale sarà il suo destino. Peraltro, gli immancabili «ben informati» giurano che l'asta davanti al notaio Enrico Amoruso andrà deserta. Ma non v'è dubbio che ora, con questa vendita «senza incanto», il rischio che la «Casa Rossa» venga, presto o tardi, trasformata in un centro congressi e finanche in albergo eo in un ristorante, diventa assai concreto. Un rischio, di cui sono ben consapevoli in tanti, a cominciare dal sindaco di Alberobello, il socialista Bruno De Luca, che pure, sin dall'insediamento, nell'estate del 2002, impegnò la sua giunta di centrosinistra in una battaglia tutta tesa a far sì che la «Casa Rossa» rimanesse in mani pubbliche. Una battaglia di fatto persa. E che certo non può dirsi a tutti gli effetti vinta per il sol fatto che dal 5 dicembre dell'anno scorso la «Casa Rossa» è stata dichiarata sito «di interesse storico-artistico» dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. In caso di vendita a privati, quel vincolo, che segue il cambio di destinazione d'uso decretato nel 2002 dallo stesso De Luca (può essere utilizzata solo come museo o come centro culturale), è sicuramente importante, ma non certo decisivo. E non è un caso che in queste ore il sindaco di Alberobello segua con una certa tribolazione il susseguirsi degli eventi, arrivando persino a sperare in un intervento, all'ultimo minuto, dell'Ambasciata d'Israele. «Attendiamo la data del 28 novembre - dice De Luca alla Gazzetta - con un mix di preoccupazione, ansia e rabbia». Evidentemente - spiega - «non sono bastati anni di battaglie per impedire che si arrivasse a questo». Il sindaco poi ricorda che «nell'estate del 2002, appena insediato, uno dei miei primi atti da sindaco fu quello di vincolare la destinazione d'uso dell'immobile. Grazie a una mia lettera al Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, abbiamo ottenuto un vincolo ministeriale di tutela della masseria. Ogni anno, in occasione della giornata della Memoria, portiamo davanti alla Casa Rossa decine di giornalisti e centinaia dì studenti. Ho interpellato Regione e Provincia. Ho scritto nei giorni scorsi all'Ucei (Unione comunità ebraiche italiane). In extremis proverò a coinvolgere anche l'ambasciatore di Israele in Italia. Più di questo non so davvero cosa fare». «Certo - conclude con un amarezza - qualcuno poteva intervenire concretamente e prima. Peccato. .. Ora ci tocca aspettare e sperare». Sì, sperare soprattutto che non sia troppo tardi.
PUGLIA - La Casa Rossa di Alberobello all'asta
La Casa Rossa di Alberobello, un simbolo della persecuzione degli ebrei durante la seconda guerra mondiale, verrà venduta all'asta per poco più di un milione di euro. Il sindaco di Alberobello, Bruno De Luca, ha impegnato la sua giunta in una battaglia per far rimanere la casa in mani pubbliche, ma la situazione sembra disperata. Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha dichiarato la casa sito di interesse storico-artistico, ma non sembra sufficiente a impedire la vendita. Il sindaco spera in un intervento dell'Ambasciata d'Israele, ma ammette di non sapere cosa fare in extremis.
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