E il sindaco adesso esulta "Era quello che volevamo" «SIAMO contenti. La magistratura ha fatto quello che noi non potevamo fare» fa sapere Marta Vincenzi da Bruxelles, e dietro la dichiarazione ci leggi un sorriso largo così sulla faccia della sindaco. Lo stesso che rischiara il pur cauto Paolo Pissarello, suo vice e assessore alla mobilità oltre che avvocato. «Con il cuore dico che la sentenza del Tar sul parcheggio dellAcquasola va nella direzione del piano urbano della mobilità, che vuole ridurre i punti di attrazione del traffico in città, e con le idee espresse nel programma elettorale di sindaco e giunta. Prima di dare una valutazione approfondita devo però leggere la sentenza. Cera una storia antica che sembrava senza spazi, invece un giudice può andare a leggere elementi che sembravano del tutto stabiliti. Nel cuore, ripeto, mi va bene. Una storia chiusa? Magari. Ancora no... «. Ed è vero che il Comune, così come richiesto dagli ambientalisti, deciderà di non ricorrere al Consiglio di Stato considerando ufficialmente chiusa la vicenda? Pissarello precisa: non pensiamo di farlo, il ricorso. Ma, ancora una volta, bisogna vedere cosa ci sia scritto nel provvedimento. Perché quello che turba i sonni degli amministratori in carica è il rischio che i giudici amministrativi li costringano a rimborsare la Sistema Parcheggi del lavoro andato a monte, confermato via via nel corso delle amministrazioni - e mai partito - fino al primo mandato di Beppe Perìcu. E non a caso, ricorda Pissarello, già dai suoi inizi la giunta Vincenzi ha cercato una soluzione alternativa. Cioè un altro posto in centro o nei dintorni, cioè alla Foce, per costruire un parcheggio alternativo. «Ma la soluzione dellex Nautico di piazza Palermo si è dimostrata inadeguata - precisa - peraltro, lazienda a tutte le nostre proposte ha risposto negativamente motivando che non si trattava di opere immediatamente cantierabili, a differenza dellAcquasola, dove invece tutto sarebbe stato pronto a partire. E chiaro che, dopo questa sentenza, le cose cambiano: lAcquasola è come qualsiasi altra area, ha bisogno di tempo perché cè ancora da aspettare leventuale decisione del Consiglio di stato... tutto ha tempi lunghi». Anche se una richiesta di sospensiva urgente portata ai giudici della corte romana potrebbe anche essere pronunciata entro poche settimane, mentre una sentenza che entri in merito impegnerebbe circa un anno. Le ipotesi alternative potrebbero riguardare la parte terminale di via Casaregis, che ha peraltro bisogno di riqualificazione, o piazza Santa Maria dei Servi, dove si potrebbe pensare ad una struttura con una sopraelevazione minima, una piattaforma di un metro o due, per evitare allagamenti. Tutto potrebbe risolversi se "sparissero", magicamente o meno, i 2,6 milioni di euro che la Regione aveva stanziato e poi sospeso? «E evidente che quei soldi sono fondamentali per realizzare il parcheggio - conferma il vicesindaco - certo, penso ci sia un termine oltre il quale, se non vengono utilizzati, verrebbero cancellati.... «. Speriamo servano ad altro; magari a riqualificare la spianata dellAcquasola, polverosa e degradata al dio là delle battaglie per salvare questo o quellalbero, da decenni in attesa di interventi che erano peraltro previsti nel piano complessivo della Sistema Parcheggi. Intanto sprizza soddisfazione Gianni Plinio, capogruppo di An in regione, che chiede a Burlando di revocare il finanziamento e segnala come la sentenza del Tar abbia in sostanza accolto le contestazioni del centrodestra; invitando la Vincenzi a concordare con limpresa una soluzione «compensativa alternativa». Che sia ambientalmente sostenibile però. E come possa anche essere finanziabile, in questo pasticcio senza fine.