Gillo Pontecorvo la chiamerebbe la battaglia di Tuvixeddu, la più grande necropoli fenicio-punica del Mediterraneo. I duellanti, gli amici-nemici (e imprenditori) Gualtiero Cualbu e Renato Soru. Tuvixeddu, un'area degradata di una cinquantina di ettari, è la coscienza sporca dei cagliaritani. Fino al dopoguerra nelle grotte ci vivevano gli umani, come nei Sassi di Matera, poi se ne impossessarono i cavatori. Si decide di risanare: il contratto di programma è firmato dal predecessore di Soru, Agostino Palomba, e una cordata d'imprese. Trentotto ettari a parco urbano e archeologico, dieci a residenze. Dopo qualche anno Soru blocca la variante della strada che dovrebbe collegare Tuvixeddu, a Cagliari. Il Governatore è chiaro: «Gualtiero, il progetto va rivisto. La necropoli fenicio-punica è un patrimonio dei sardi». L'imprenditore ribatte: «Niente da fare, ci sono pacchi alti così di intese». È guerra. La Regione intima lo stop dei lavori a colpi di decreti del governatore; il costruttore, un tipo tosto almeno quanto Soru, solleva eccezioni a raffica al Tar e al Consiglio di Stato. Una sentenza accusa Soru di «sviamento di potere». Il governatore replica: «Cualbu intimidisce le istituzioni». A un certo punto, la Regione caccia il costruttore dal Cda del Teatro Lirico di Cagliari, dove - ironia - era arrivato per volere del governatore. Cualbu conosce la strada: ricorre al Tar, che lo riconferma al suo posto. Nella battaglia di Tuvixeddu saltano assessori, segretari, avvocati e consiglieri di Soru. Il governatore non arretra, tantomeno il costruttore. E dice: «Può il presidente della Regione infischiarsene delle leggi dello Stato?». Soru ribatte: «Si può edificare nella necropoli più antica del Mediterraneo?». In cambio, offre altre aree edificabili, ma allo stesso tempo, attraverso la Soprintendenza, blocca le licenze edilizie di Tuvixeddu. Ennesimo ricorso di Cualbu al Tar. Il 4 dicembre, scadenza della sospensiva, i giudici si pronunceranno. «Ah, l'ego dei piccoli!», fa dire Woody Allen a una dei suoi personaggi. Forse perché non conosceva l'ostinazione dei sardi.
SARDEGNA - Con l'ex amico guerra infinita sulla necropoli
La battaglia di Tuvixeddu è una controversia legale tra Gualtiero Cualbu e Renato Soru, due imprenditori cagliaritani. La disputa riguarda la costruzione di un progetto di risanamento di un'area degradata a Tuvixeddu, una necropoli fenicio-punica del Mediterraneo. Cualbu e Soru hanno firmato un contratto di programma, ma Soru ha bloccato la variante della strada che doveva collegare l'area al centro di Cagliari. Il Governatore ha bloccato i lavori e la Regione ha introdotto un stop ai lavori. Soru ha ricorso al Tar e al Consiglio di Stato, ma la sentenza ha accusato Soru di sviamento di potere.
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