Si ricomincia a sperare per la legge quadro sull'architettura. Il terzo tentativo - firmato dall'attuale ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi - è stato approvato il 20 novembre dal Consiglio dei ministri. Il testo non ha subito sostanziali modifiche rispetto alla prima versione presentata al Consiglio dei ministri di luglio. E stato solo precisato che le indicazioni contenute nel piano triennale per la qualità architettonica, fatto dallo stesso ministero, varranno solo per le amministrazioni statali. Il Ddl è sostanzialmente un provvedimento-manifesto che invita a ricorrere il più possibile ai concorsi di progettazione. In particolare, devono seguire questa strada i Beni culturali e Palazzo Chigi quando investono su un'opera di rilevante interesse architettonico. Sempre queste due amministrazioni dovranno prevedere nei loro concorsi «premi speciali» riservati ai giovani. Ma il punto debole del provvedimento è finanziario: non sono previsti risorse o incentivi aggiuntivi per i concorsi. Soddisfatto il presidente del Consiglio nazionale degli architetti, Raffaele Sirica: «La legge sulla qualità architettonica - ha commentato Sirica - rappresenta, ormai, uno strumento irrinunciabile per allineare il Paese agli standard qualitativi europei». Il Ddl Bondi è il terzo tentativo - dopo quelli della Melandri e dì Urbani - di varare una legge ad hoc per l'architettura. I due precedenti non hanno mai concluso l'iter parlamentare. E anche questo dovrà farsi spazio nell'agenda sempre molto affollala di Camera e Senato.
ARCHITETTURA - Per la legge quadro terzo tentativo
Il Consiglio dei ministri ha approvato il 20 novembre il terzo tentativo di legge quadro sull'architettura, firmato dal ministro dei Beni culturali Sandro Bondi. Il testo non ha subito sostanziali modifiche rispetto alla prima versione. Il Ddl invita a ricorrere ai concorsi di progettazione per le amministrazioni statali e Palazzo Chigi quando investono su opere di rilevante interesse architettonico. Devono anche prevedere premi speciali per i giovani. Tuttavia, il punto debole del provvedimento è finanziario, poiché non sono previsti risorse o incentivi aggiuntivi per i concorsi.
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