Il progetto "Grande Brera", anzi "Brera in Brera", è pronto a partire. Almeno sulla carta. Un protocollo d'intesa è stato firmato ieri dal sindaco di Milano, Letizia Moratti, da Sandro Bondi, ministro dei Beni culturali, e da Ignazio La Russa, ministri) della Difesa. L'accordo sulla conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale di Milano prende il via proprio dalla sistemazione di Brera. «È attorno a questo progetto che è nato il patto che abbiamo firmato» ha detto Letizia Morafti. L'Accademia di Brera (3.500 studenti, di cui 900 stranieri, ha ricordato il presidente Gabriele Mazzotta) si trasferirà dunque nella caserma di Via Mascheroni, nel centro di Milano, la cui proprietà ora passa dal ministero della Difesa al ministero dell'Università (da cui dipende l'Accademia): questo consente di variamela destinazione d'uso e quindi liberare gli spazi ora occupati a Brera. La stessa Accademia si assumerà l'onere del trasloco, che potrebbe ragionevolmente avvenire nel giro di due anni: «La caserma sembra disegnata apposta per la nostra scuola, non ci sono molti lavori da fare» ha detto Mazzotta. Così Brera, che l'anno prossimo festeggerà il bicentenario della fondazione della pinacoteca, potrà finalmente avere dimensioni adeguate. L'operazione, attesa da anni e resa possitele anche grazie alla tenacia ili Aldo Bassetti, presidente degli Amici di Brera, costerà in tutto 52 milioni. «Al momento ha detto Bondi - sono già disponibili le risorse per la progettazione dei lavori». Dopo la pubblicazione del bando, a marzo 2009, ci vorranno 210 giorni per l'aggiudicazione. I lavori dovrebbero cominciare nel 2010 per concludersi entro il 2015, in tempo per l'Expo. Della nuova Brera farà parte anche Palazzo Citterio: Bondi ha spiegato che «il ministero reperirà le risorse necessarie per il suo restauro» mentre più in generale, altri 4,8 milioni sono stati stanziati per il restauro del Palazzo Litta, un milione per quello della sala delle Cariatidia Palazzo Reale («Sarà un restauro molto conservativo» ha sottolineato il sindaco), e fino al 40 della spesa per la Sala delle Asse di Leonardo al castello sforzesco (in tutto più di un milione di euro). Il ministro ha anche annunciato che il 4 dicembre firmerà un accordo con le Fondazioni bancarie «che spero potrà dare risultati importanti per i beni culturali». Il patto siglato ieri, ha ricordato il sindaco Moratti, «ha l'obiettivo di valorizzare le sedi culturali più prestigiose di Milano e anche la ricerca scientifica sul patrimonio culturale, tutelare il paesaggio e infine promuovere Milano nel mondo come meta per il turismo legato all'arte». Sul fronte del Teatro alla Scala, infine, a margine dell'incontro, Letizia Moratti ha detto: «Mi auguro davvero che si trovino formule che valorizzino tutte le professionalità della Scala. Ma credo che sia giusto, in questo momento, pensare non solo alla prima della Scala, ma ai suoi lavoratori, che perdono risorse con questi scioperi, e a tutto l'indotto che soffre». Anche La Russa è convinto che «non si deve utilizzare quell'occasione per una protesta, anche legittima». Più tranquillo Bondi: «Non penso che una piccola percentuale possa fare saltare la prima della Scala» ha detto.