L'ONDA della contestazione generale, quantomai anomala nel caso dell'Accademia che viaggia da decenni a scartamento ridotto sul binario unico della convivenza con la Pinacoteca, ha rischiato ieri di travolgere la Grande Brera. Il progetto di sdoppiamento di una delle più apprezzate eccellenze meneghine, che prevede lo spostamento dell'ateneo nella caserma «Magenta» di via Mascheroni e il raddoppio con incorporata restaurazione della sede storica (il bicentenario cadrà nel 2009), è risultato, infatti, oggetto in mattinata della protesta inscenata da un centinaio di studenti. Forse non tutti informati, per altro, della circostanza che generazioni e generazioni di loro predecessori avevano sollecitato per Brera una soluzione simile a quella adottata dal Governo Berlusconi con tanto d'investimento-monstre (53 milioni di euro). Ma cosa importa se l'esecutivo che annovera tra le sue fila l'odiata Mariastella Gelmini sia calato a Milano con i ministri Sandro Bondi (Beni culturali) e Ignazio La Russa (Difesa) per firmare con il Comune, rappresentato da Letizia Moratti, un protocollo d'intesa? Poco, anzi niente, ai contestatori che, irritati («Volevamo solo consegnare una lettera») dall'esclusione, dettata da motivi di sicurezza, dalla sala teatro della sigla di un patto importante per la città dell'Expo 2015, hanno reagito issando il democraticissimo striscione «Ma quale grande Brera? Accademia libera. Bondi, Moratti, La Russa fuori da Brera». GLI STUDENTI, apparsi ben organizzati e rafforzati da alcuni componenti del collettivo di Scienze politiche della Statale, hanno, di seguito, sfilato in corteo all'interno dell'Accademia per poi ricompattarsi in una muraglia umana davanti all'ingresso principale di Brera. Il sit-in, protrattosi per un paio d'ore e sciolto grazie all'entrata in scena di una ventina di poliziotti in tenuta antisommossa («Non siamo né alla "Diaz" né a Bolzaneto», hanno urlato i capi della rivolta all'indirizzo dei «Celerini assassini»), ha costretto Bondi, La Russa e le relative scorte ad abbandonare la Pinacoteca da un'uscita secondaria. La tensione non s'è, però, stemperata che una mezz'ora dopo. I Carabinieri hanno, tuttavia, denunciato a piede libero per interruzione di pubblico servizio, vilipendio delle istituzioni e manifestazione non autorizzata due giovani di 20 e 22 anni iscritti a Scienze politiche e una loro amica ventenne studentessa dell'Accademia. I due ragazzi sembrano vicini al «Cantiere». L'Onda spazzerà Brera per l'intera settimana. E, in attesa dell'assemblea (1 dicembre) concessa dal presidente Gabriele Mazzotta, in Accademia potranno studiare male pure i 3.500 studenti estranei alla protesta.