Brera si fa in tre. La Pinacoteca entra a Palazzo Citterio e raddoppia nella sede storica, mentre l'Accademia trasloca nella caserma di via Mascheroni. Palazzo Reale si rifà il trucco: il restauro della Sala delle Cariatidi inizia a dicembre. Ma è tutta la Milano della cultura a fare un passo «verso l'Expo», da Palazzo Litta (ritrovato) al Museo del '900 (con il «soffitto» di Lucio Fontana), dal Museo della Scienza (ammodernato) al recupero della Sala delle Asse leonardesca nel Castello. La «rinascita culturale» di Milano è un impegno che si sono presi ieri Letizia Moratti, il ministro ai Beni culturali, Sandro Bondi, e il collega alla Difesa Ignazio La Russa, firmando a Brera un protocollo «per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio cittadino». All'uscita, gli studenti hanno sbarrato il passo a La Russa e protestato per i tagli del governo. Tre sono stati denunciati. Il 2009 è l'anno del bicentenario di Brera. E il complesso è già un cantiere, in attesa della nuova illuminazione della Pinacoteca offerta dal Comune e delle mostre in calendario (Caravaggio e Raffaello). «Investiamo in cultura e diamo un segnale alla città» dice la Moratti. Su Brera, anzitutto. Nel 2009 il trasferimento dell'Accademia e la chiusura del bando per il restyling della Pinacoteca: biglietteria e bookshop a Palazzo Citterio, come le collezioni Jesi e Zavattini (e forse Terruzzi), e raddoppio degli spazi nella sede storica del museo. L'operazione ha un costo complessivo di 52 milioni di euro. È un patto «per la promozione dell'immagine di Milano nel mondo» e «la tutela del patrimonio e del paesaggio» sottolinea la Moratti. È la nuova via per il turismo. Storia, cultura e scienza: «Sono i cardini dello sviluppo di Milano in vista dell'Expo». E magari, come osserva La Russa, per «farla conoscere agli stessi milanesi». L'Accademia è un'altra storia, finita al centro delle polemiche per l'incuria e la gestione economica. Il presidente Gabriele Mazzotta sostiene «l'insufficienza di spazi è ormai drammatica e mette a rischio alla sicurezza dei nostri 3.500 studenti». Un centinaio, ieri, ha organizzato un corteo tra le aule, bloccato l'ingresso principale e contestato sindaco e ministri. Fischi, slogan e richieste: «Che fine hanno fatto gli 8,6 milioni di euro di avanzo di cassa?». E ancora: «Non abbiamo intenzione di lasciare la sede storica dell'Accademia, tanto meno il centro città». Mazzotta ne discuterà con loro in assemblea il 1 dicembre. Intanto, due studenti di 20 e 22 anni (iscritti a Scienze politiche e attivisti del «Cantiere») e una ventenne dell'Accademia sono stati denunciati dai carabinieri per «interruzione di pubblico servizio, vilipendio delle istituzioni e manifestazione non autorizzata». Hanno urlato in faccia a La Russa. Moratti e Bondi sono usciti dal retro.