Soprattutto a Soffiano, Campo di Marte e via Pistoiese Un milione di metri quadri di nuove case. Quattrocentomila metri quadri di edifici commerciali e direzionali, quasi centocinquantamila metri quadri di edifici a funzione ricettiva pari a 4.800 posti letto, quindicimila metri quadri nuovi di costruzioni a scopo produttivo. Sono le superfici edificabili massime ammesse dal nuovo piano strutturale. Cioè nella bozza del documento urbanistico più importante di questa legislatura attualmente in discussione nelle commissioni consiliari di Palazzo Vecchio. In quel testo cè la previsione della crescita urbanistica di Firenze per i prossimi venti anni. E si dice che potrebbero nascere edifici residenziali su circa un milione di metri quadri della superficie cittadina. In parte saranno frutto del recupero di edifici già esistenti: palazzi che oggi ospitano altre funzioni, aree dove già sorgono edificazioni (in tutto circa 700 mila metri quadri). In parte saranno invece lavanzo delle metrature edificabili previste dal vecchio piano regolatore approvato definitivamente nel 1998. Il nuovo conto fa, solo di nuove case, oltre un milione di metri quadri complessivi, che ovviamente non si estendono interamente al suolo ma si distribuiscono sui vari piani degli edifici. Un conto dei nuovi alloggi totali è difficilmente ricavabile ed è impossibile tradurre i metri quadri in quelle che saranno le future volumetrie. Le zone dove è previsto il maggior numero di costruzioni destinate a residenza sono tre: Soffiano (oltre 400mila mq), via Pistoiese (più di 100 mila mq), Cure-Campo di Marte (64mila mq). Cioè le Utoe 3, 11 e 22, secondo la divisione per zone adottata dai documenti urbanistici. Il capogruppo provinciale dei Verdi Luca Ragazzo e il portavoce Tommaso Grassi puntano il dito su un altro aspetto del nuovo piano: «Nellallegato ?Cultura del piano strutturale lIstituto Chimico Farmaceutico Militare di via Reginaldo Giuliani è inserito tra le aree dismesse con lindicazione corrispondente di 55.800 mq di superficie utilizzabile per nuova destinazione», denunciano i due. «Cosa significa, che chiuderà un centro che dà lavoro a 80 persone e la città non lo sa?», proseguono. Ma lassessore allurbanistica Gianni Biagi ha già smentito il timore dei due esponenti verdi, parlando di un «errore materiale», pertanto modificabile. Ancora ieri le opposizioni di centrodestra e di sinistra in consiglio comunale (Fi, An, Udc, Unaltracittà e Rifondazione Comunista) hanno chiesto alla giunta di rimandare lapprovazione del nuovo piano già in calendario nel consiglio comunale del primo dicembre per garantire un maggior approfondimento. La maggioranza boccia la proposta, anche se il presidente della commissione urbanistica Antongiulio Barbaro del Pd invita tutti i gruppi consiliari a fare le loro osservazioni e dice chiaramente che «non esistono termini fissati per lapprovazione». Valdo Spini, che si è candidato a sindaco per una lista civica, chiede che il piano strutturale venga addirittura approvato dalla prossima giunta.