CHIETI. Anche Teate Marrucinorum aveva la sua via Appia, ricca di tombe e mausolei. Lo confermano i resti di una sepoltura romana rinvenuta in località Santa Filomena, allo scalo, durante i lavori di rifacimento della rete fognaria. La tomba, del tipo «povero», ossia non ricompresa in apparenti opere murarie, è affiorata a circa un metro e mezzo dalla quota di calpestio a seguito della realizzazione di un pozzetto di raccolta da parte della società appaltatrice, Tenaglia srl di Casoli. Un cranio, purtroppo danneggiato dalla pala meccanica, e alcune ossa femorali e iliache costituiscono il primo bilancio dell'accurato studio stratigrafico condotto da Serena Torello e Maria Di Iorio . «E' ancora troppo presto», dicono le archeologhe, «per formulare ipotesi attendibili sia sul profilo dell'individuo sepolto, sia sulla portata oggettiva del rinvenimento attese le modifiche che il sito ha subìto nel corso degli anni, verosimilmente siamo di fronte a una tomba di epoca romana ma sarà necessario ampliare lo scavo per avere maggiori riscontri storici e antropologici». La sepoltura, collocata longitudinalmente rispetto all'asse viario della consolare Tiburtina Valeria, è interessata da reperti fittili, tra cui un'anfora, che fanno supporre a un corredo funerario. La collocazione pregressa di una tubatura della rete idrica e la realizzazione, proprio in questi giorni, di un pozzetto in cemento armato costituiscono elementi invasivi del sito archeologico il quale, comunque, è stato parzialmente preservato grazie alla pronta segnalazione «di qualcosa di strano» da parte degli operai impegnati nei lavori stradali. Adele Campanelli , responsabile per la «città antica» della soprintendenza archeologica dell'Abruzzo, ha così disposto la recinzione dell'area. Il provvedimento non comporterà modifiche del progetto poiché la tomba interessa il tratto terminale del tracciato. «Questa è una strada», commenta Aurelio Monti , residente nella zona, «che ogni tanto riserva sorprese, negli anni '80 furono scoperti numerosi reperti poi portati al museo, l'antico tracciato dell'arteria romana passava poco distante, dove ora ci sono campi coltivati e villette. I più anziani ricordano addirittura camminamenti sotterranei verso la collina di Chieti». E così, tra verità e leggenda, l'antica Teate stupisce ancora. La strada romana consolare Tiburtina Valeria, così denominata nel 286 avanti Cristo in onore del console Marco Valerio Massimo, collegava inizialmente Roma a Tibur (Tivoli) e raggiunse la sua massima estensione nel 48 dopo Cristo, sotto l'imperatore Claudio, come testimoniato da un'iscrizione lapidea rinvenuta nei pressi di Brecciarola. Per questo, l'ultimo tratto, quello che passando per Teate raggiungeva Ostia Aterni (l'attuale Pescara), prese il nome di strada Claudia Valeria.