Elaborare i dati del turismo archeologico non è semplice: chi visita una città come Roma certamente non perderà l' occasione per conoscere ad esempio la Galleria Borghese come i Fori, il Museo Etrusco e la Galleria Nazionale di Arte Moderna. Eppure il fenomeno ha vissuto negli anni passati una tendenza alla crescita. Tanto che esistono ormai agenzie turistiche specializzate che organizzano pacchetti, supportati dalla presenza di un archeologo, in Italia e all' estero, accontentando un segmento di utenti dalle caratteristiche ben delineato. Si tratta di persone dai 40 anni in su. E tra loro non solo studiosi e appassionati ma negli ultimi anni in misura sempre maggiore da pensionati, anche se in particolare modo di quelli con maggiori disponibilità economiche. Eppure nonostante il patrimonio archeologico italiano, il trend di crescita, e prima ancora di avere i numeri per il 2008, con i segnali evidenti della crisi economica, il settore non sta dando i risultati attesi. Anzi, basandosi sui numeri forniti dall' Ufficio Statistica del ministero per i Beni e le Attività Culturali relativi ai visitatori di monumenti ed aree archeologiche statali, già nel 2007 il settore è andato indietro. Il numero dei biglietti staccati è infatti diminuito, anche se di poco, attestandosi a quota 16,36 milioni di fine 2007, rispetto ai 16,81 milioni dell' anno precedente. Restano tuttavia nella classifica dei Top 30 diversi siti e strutture archeologiche che al contrario hanno incrementato la fruizione. Fra questi gli Scavi vecchi e nuovi di Pompei con i 2,5 milioni di ingressi del 2007 per 20,4 milioni di ricavi (20,1 nel 2006). A Roma il Circuito Archeologico Colosseo e Palatino, fra i più visitati, annota 4,4 milioni di presenze nel 2007 ( dal 1 dicembre 2007 comprende anche il Foro Romano, prima gratuito e non rilevabile) per un totale di quasi 30 milioni di incassi. «E' innegabile che nell' ultimo anno vi sia stato un calo del 1015», spiega Maddalena Scimia della agenzia EIS che opera anche in collaborazione con la pubblicazione 'Archeo' . Delle soluzioni possibili, a partire dalla destagionalizzazione dei flussi turistici, ancora oggi troppo polarizzati nei periodi canonici di vacanza si è molto parlato all' interno della XI Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, che si è tenuta a Paestum dal 13 al 16 novembre scorsi e che ha visto crescere il numero di visitatori rispetto alle edizioni precedenti. «Il nostro scopo è rafforzare l' incontro e sviluppare occasioni, specialmente per le nuove esigenze, come quelle del turismo associativo in grande crescita - spiega Ugo Picarelli, ideatore e direttore della Borsa - dobbiamo fare più incoming, le regioni del Sud dovrebbero muoversi in modo meno autonomo offrendosi anche nei loro aspetti storici, culturali ed enogastronomici».