CAGLIARI. Il Centrosinistra torna oggi in Consiglio regionale senza l'accordo sul Piano paesaggistico delle zone interne: c'è il rischio di una clamorosa spaccatura tra la giunta Soru e metà maggioranza. L'ennesimo vertice politico svoltosi ieri ha invece consentito di eliminare le tensioni sugli altri due punti della legge urbanistica rimasti ancora aperti: le case nell'agro e i vincoli sulle coste. A differenza di venerdì, ieri al vertice di maggioranza non ha partecipato Renato Soru, ma il peso del governatore si è fatto sentire. E' stato l'assessore Gian Valerio Sanna, le cui precedenti mediazioni hanno consentito di approvare il 95 per cento della legge urbanistica, a riferire che la giunta non ritira l'emendamento contestato. Si tratta di una norma transitoria che consenta al governo regionale di completare gli atti di pianificazione già avviati (in particolare il Ppr delle zone interne) come previsto per i Comuni. Le nuove procedure introdotte dalla legge urbanistica in discussione sono più favorevoli al Consiglio (che deve dare le direttive anche sul Ppr) ma hanno tempi molto più lunghi, mentre Soru chiede di avere la possibilità di completare la pianificazione da qui alle elezioni. Gli altri chiedono, invece, che il percorso del Ppr delle zone interne, dopo i dissensi su quello costiero, sia condiviso e partecipato. C'è in gioco una sorta di questione di fiducia reciproca. Il capogruppo del Pd, Antonio Biancu, e quello di Rifondazione, Luciano Uras, si sono detti d'accordo con la posizione di Soru, così come il presidente della commissione Stefano Pinna (Pd) e i consiglieri Gavino Manca (Pd) e Adriano Salis (Idv). Contrari il relatore Giuseppe Pirisi (Pd) e Tore Mattana (entrambi del Pd), Peppuccio Fadda (a nome di Sinistra democratica) e i socialisti (ieri però assenti). Se oggi prima delle votazioni non ci saranno novità, la spaccatura in Consiglio provocherebbe la bocciatura dell'emendamento della giunta, dato che la parte del Pd schierata contro Soru più Sd e Ps più le opposizioni hanno la maggioranza dei voti in aula. Se l'emendamento dovesse essere bocciato, nella votazione finale per l'approvazione della legge, però, sarebbe Soru a votare «no» e a invitare i suoi a fare altrettanto: in questo caso sarebbe bocciato l'intero provvedimento. Di fatto succederebbe che prima i dissidenti, poi la stessa parte di Soru finirebbero per votare assieme al Centrodestra. Un pasticcio politico che il Centrosinistra difficilmente sarebbe in grado di sopportare alla vigilia della Finanziaria e soprattutto della campagna elettorale. Sulle case nell'agro è stata trovata l'intesa, anche se la correzione non sarà immediata: in sede di verifica del Ppr si valuteranno le esigenze del mondo agricolo, che chiede che il limite minimo del terreno sia ridotto almeno a un ettaro. Sui vincoli di inedificabilità dei 300 metri dal mare, sui quali non c'è mai stato scontro, è stato però deciso di riprodurre l'articolo del 1989 per evitare qualsiasi dubbio interpretativo. Sarà Uras, oggi, a proporre all'aula un testo di sintesi.
SARDEGNA URBANISTICA - Nessun passo indietro, oggi è scontro in aula
Oggi il Consiglio regionale si riunirà per discutere la legge urbanistica. Il governo regionale, guidato da Renato Soru, ha presentato un emendamento che prevede la possibilità di completare gli atti di pianificazione già avviati, ma il Centrosinistra si oppone. La spaccatura tra la giunta e metà maggioranza del partito potrebbe essere clamorosa. I dissidenti del Pd e le opposizioni hanno la maggioranza dei voti in aula, quindi se l'emendamento viene bocciato, la legge urbanistica potrebbe essere approvata solo se Soru e i suoi sostenitori votano a favore. In alternativa, i dissidenti potrebbero votare a favore, ma Soru potrebbe votare contro.
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