Va giù, va giù, ma alla fine lo scheletrone resta sempre al suo posto. «Se prendiamo come riferimento la relazione presentata due anni fa dal sovrintendente regionale sulla cementificazione in Liguria, sembrerebbe che qui ci sia il paradiso. Non è così. Forse la nostra costa è stata tutelata maggiormente rispetto ad altre realtà, ma esistono situazioni forti e rischi incombenti». La tutela evocata da Stefano Sarti di Sarzana, presidente regionale di Legambiente, si concretizza nella nascita dei parchi delle Cinque Terre (a "governo" statale), di Portovenere e di Montemarcello Magra. Inevitabile, visto il personaggio, che il primo "affondo" sia contro l'ecomostro della Palmaria, lo scheletrone, come lo chiamano da queste parti: «E' stata decisa la demolizione, ogni tanto arriva l'annuncio che è fatta, si comincia, vai con le ruspe. E' sempre lì, speriamo». Sull'argomento, la spiegazione del sindaco Massimo Nardini è che «è già stata indetta la gara europea per la demolizione e la costruzione della passeggiata che arriverà davanti a Punta San Pietro. C"è stata un'accelerazione anche per evitare di perdere fondi soprattutto regional che erano disponibili. Le buste si apriranno mi pare il 18 o il 19 dicembre». Restando a Portovenere, altro caso emblematico è quello dell'ex Hotel San Pietro. Racconta Paolo Varrella, che in zona vive e lavora: «Fu costruito negli anni '20, era uno degli alberghi più esclusivi della zona. Personaggi illustri vi soggiornavano, ed era un punto di riferimento per tutti gli abitanti di Portovenere: chi ci lavorava, chi vendeva derrate alimentari, o semplicemente frequentava la famosa sala da ballo. Oggi resta il rudere, frequentato da topi e non parliamo della sporcizia». L'auspicio di Sarti è che «qualcuno possa intervenire per riportarlo ai vecchi fasti, oltretutto è in una zona di interesse storico, con la chiesa di San Pietro e la grotta Byron». Due passi e si arriva a Lerici. Dove il braccio di ferro è sul Baia Blu, uno stabilimento balnerare - «Il tentativo era quello di realizzare residence sbancando la collina, poi è intervenuto il Tar bloccando le opere sul lungospiaggia» - ma anche, seppure in misura minore, sull'Eco del Mare, altro "bagno" frequentato da Vip italiani e non solo: «Non si tratta di un intervento particolarmente impattante, ma nel caso c'è in gioco il governo del territorio, nel senso che parliamo di un'area inserita nel parco, il Comune ha avviato le procedure per conto suo saltando l'ente parco ma anche la sovrintendenza, che ha revocato la concessione dopo il sequestro del Corpo forestale». Va a memoria Sarti, e ci si sposta a Marinella. «Lì c'è un'area di proprietà del Montepaschi, roba da 400 ettari, il piano regolatore di Sarzana la definisce parco-campagna, ci sono le stalle per la produzione di latte e mozzarella, e vige il principio di non edificabilità assoluta. Tant'èè prevista la costruzione di un centro benessere (Montepaschi 25, il restante 75 è diviso tra CCC Bologna, Unieco e Condotte) dietro al cimitero monumentale, vorrei sapere cosa ne pensa la sovrintendenza, anche perchè tra Marinella, Fiumaretta e Bocca di Magra sono previsti 250 mila metri cubi di costruzioni». Ma il pezzo forte, spiega Sarti, «è la nuova darsena sulla sponda sinistra del Magra per 830 posti barca, ma lì gli attracchi ci sono già e si interverrebbe su argini e strada, presentino gli studi idrogeologici e poi se ne può parlare». Tappa alla Spezia, allora. «Siamo alle prese con un piano regolatore portuale già approvato nel nome dei container, in un golfo che è un fiordo naturale con poche possibilità di riempimenti e dove si vanno a toccare marine storiche come Canaletto e Fossamastra. Ogni progetto è comunque vincolato alla valutazione di impatto ambientale, speriamo in un ridimensionamento per non ritrovarci con un blocco di cemento in mezzo al golfo, oltretutto con il rischio di veder sparire la nautica». E' un fiume in piena Sarti, e c'è solo il tempo per toccare l'argomento degli argomenti: l'arsenale. Dal presidente regionale di Legambiente, sul tema, arriva un consiglio: «L'area adiacente ai quartieri Marola e Ca' di Mare dovrebbe essere bonificata dagli scarichi di materiale ferroso e non solo della Marina e restituita alla città. Puntiamo sullo sviluppo turistico guardando a questo pezzo di città, piuttosto che andare a distruggere altrove».E. A.