POTENZA - Dipendenti che andavano e venivano a piacimento, cartellini timbrati dagli amici, uffici che si svuotavano. Era «uno scambio di favori» quello messo su da alcuni dipendenti della Soprintendenza ai Beni Archeologici della Basilicata. Un sistema che gli consentiva di assentarsi dal lavoro e risultare presenti. Un'inchiesta sull'assenteismo lo ha portato alla luce. Ed ha fatto sì che un impiegato, Gerardo Passarella finisse agli arresti domiciliari, altre 16 persone fossero sospese ed altre 6 finissero iscritte nel registro degli indagati della Procura potentina. Concorso in truffa e concorso continuato in falso i reati che sono stati contestati ai 23 dipendenti nelle trentotto pagine dell'ordinanza applicativa delle misure cuatelari firmata dal giudice per le indagini preliminari, Gerardina Romaniello, su richiesta del pm, Henry John Woodcock. Secondo l'accusa, gli impiegati avevano dei complici che vidimavano i cartellini di presenza, facendoli risultare presenti anche quando erano assenti. In particolare, con pedinamenti, appostamenti e punti di osservazione vicino la sede della Soprintendenza (in un periodo compreso tra maggio e giugno del 2003) i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio Culturale di Bari che hanno condotte le indagini, hanno registrato ogni movimento di entrata e di uscita dall'ufficio (filmando gli spostamenti) e dal parcheggio in cui gli impiegati sistemavano le autovetture (pedinandone alcuni). Gli impiegati - sentiti dal gip - hanno respinto le accuse, fornendo le giustificazioni più diverse. Diversa, invece, è la posizione di Passarella che avrebbe continuato ad uscire dall'ufficio senza curarsi dell'inchiesta. «Emerge da alcune intercettazioni telefoniche che l'impiegato continuava imperterrito e noncurante ad entrare ed uscire dalla Sovrintendenza senza permesso - precisa il gip».
Potenza,dipendenti fantasma
Un sistema di favoritismi e assenteismo è stato scoperto tra i dipendenti della Soprintendenza ai Beni Archeologici della Basilicata. Gli impiegati utilizzavano cartellini timbrati dagli amici per assentarsi dal lavoro senza essere notati. Un'inchiesta ha portato all'arresto di Gerardo Passarella e alla sospensione di altre 16 persone. 23 dipendenti sono stati accusati di concorso in truffa e concorso continuato in falso. Gli indagati sostengono di aver fornito giustificazioni per le loro assenze, ma un'intercettazione telefonica ha rivelato che Passarella continuava ad uscire dall'ufficio senza permesso.
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