La crisi economica sfiora anche il mercato illecito delle opere darte. Secondo i dati dei ministero per i Beni culturali, infatti, da gennaio a settembre di questanno i beni culturali trafugati sono 13.403, mentre i furti denunciati risultano 784: una tendenza al ribasso, però, che non deve trarre in inganno. Infatti sono in aumento gli scavi clandestini: ne sono stati rilevati 53. Un segnale di come la criminalità- piccola od organizzata - continui a guardare con interesse al nostro ricco patrimonio, visto che lItalia detiene circa il 50 di "giacimenti" culturali. Un fenomeno interessante, per esempio, riguarda la manovalanza. Non più il "romantico" tombarolo, ma vere e proprie bande organizzate. «In questi anni - spiega il capitano Massimo Rossi, del Gruppo Patrimonio archeologico della Guardia di Finanza - abbiamo riscontrato lesistenza di organizzazioni criminali costituite da immigrati provenienti dai Paesi dellEst, che lavorano su commissione». Se i furti sono diminuiti, lo si deve anche a unattività di prevenzione e di controllo capillare. Nei primi nove mesi del 2008 ammontano a 1.071 i controlli a musei, archivi e biblioteche; 856 ai siti archeologici sottoposti a vincolo paesaggistico; 1.359 a esercizi commerciali, mercati e fiere dellantiquariato. E poi molto è stato fatto nella catalogazione dei beni. «Con la banca dati Leonardo, istituita nel 2004 - sottolinea il tenente dei carabinieri Carmine Elefante, comandante del Nucleo tutela del patrimonio culturale in Campania- sono stati inseriti circa 124mila oggetti, 350mila immagini e più di cinque milioni di eventi. Un sistema che si aggiorna continuamente e che consente di utilizzare palmari e personal computer portatili, in modo da verificare la provenienza del bene rinvenuto e di risalire ai proprietari». Molto ancora, tuttavia, potrebbe essere realizzato. In tanti musei, archivi, biblioteche, chiese e conventi i sistemi di sicurezza sono carenti. Nei siti archeologici è raro - se non addirittura inesistente - il guardiano notturno. Inoltre sono ancora pochi i collezionisti privati abituati a catalogare i beni che possiedono (dalle monete ai libri antichi). Dal punto di vista della repressione dei reati si registra una tendenza al rialzo: 949 persone sono state deferite allautorità giudiziaria, 524 le perquisizioni effettuate e 228 le sanzioni amministrative sgomminate. Inoltre sono stati sequestrati 48.262 reperti archeologici (interi e frammentati). Per non parlare di immobili realizzati in aree protette. «Qui in Campania- rimarca il tenente Elefante - è molto diffuso il fenomeno dellabusivismo edilizio. La nostra attività repressiva riguarda la tutela paesaggistica dei territori sottoposti a vincolo. In molti casi si è dimostrata efficace la collaborazione con le locali Soprintendenze». Un altro fenomeno molto diffuso riguarda i falsi (1.601 i reperti contraffatti sequestrati). In questo caso il made in Naples la fa da padrone. «Da noi - precisa lufficiale dei carabinieri - è molto diffusa la falsificazione e la ricettazione delle opere darte contemporanea. Anche perché è molto più facile la falsificazione di autori contemporanei e le opere contraffatte si prestano più agevolmente alla commercializzazione». Resta difficile, infatti, scovare il falso dautore. Non per niente qui in Campania, allUniversità di Salerno, è nato il museo del falso. Per gli stessi esperti è davvero arduo individuare opere taroccate, sia antiche che moderne. Spesso sono gli stessi musei a incappare in vere e proprie truffe. Come nel caso della coppa di Euphronis. In apparenza risalente al VI secolo avanti Cristo. Indagini più approfondite condotte dalla Guardia di Finanza arrivarono a scoprire un autentico giallo internazionale: unorganizzazione criminale operante tra Cerveteri, Tuscania e Brescia che aveva messo a punto un sistema di falsificazione di manufatti ceramici. I reperti "antichizzati" erano pronti a sfidare anche il parere di Difri Williams, direttore del Dipartimento di Antichità greche e romane del British Museum di Londra. Attraverso una serie di transazioni i falsi confluivano in Svizzera, dove venivano ricettati da due antiquari e immessi nel collezionismo internazionale, insieme con altre opere autentiche, tutte provenienti dal saccheggio di sepolture arcaiche. Se si può parlare di successo nella lotta al traffico illecito di opere darte, lo si deve alla grande attività di coordinamento tra le polizie di tutto il mondo. Anche in Italia la collaborazione tra carabinieri, finanzieri e altre forze dellordine, lutilizzo di una banca dati unica e lapplicazione delle nuove tecnologie hanno consentito di ottenere risultati positivi. Nei primi nove mesi del 2008 sono stati recuperati ben 305 oggetti provenienti dalle chiese, 5.651 beni archivistici e librari, 410 dipinti, 152 sculture. Nei prossimi giorni le Fiamme gialle andranno negli Stati Uniti per recuperare un corredo funerario etrusco trafugato nel Sannio e transitato dalla Svizzera. Mentre il Nucleo tutela patrimonio culturale di Napoli restituirà unAnnunciazione del700 del Sarnelli appartenente allospedale di Santa Maria del popolo degli incurabili. Piccole grandi soddisfazioni per chi si occupa di tutelare il nostro patrimonio. Il valore complessivo dei beni recuperati o sequestrati nel 2008 ammonta a oltre 80 milioni di giuro, a cui vanno aggiunti i 30 milioni di euro del falsi. Le note stonate, tuttavia, riguardano le pene con cui sono puniti gli autori del furti darte. Non ci sono aggravanti e la proposta di legge Sgarbi che prevedeva linasprimento delle pene- sarebbe stata un deterrente - è ferma da anni in Parlamento. Insomma si potrebbe fare di più. Anche perché le crisi economiche passano, ma i nostri "giacimenti" culturali restano e hanno bisogno di sempre maggiore attenzione.