In anticipo sullEpifania, è tempo di rinascita per due simboli della Roma ecclesiastica. Sulla facciata di San Luigi dei francesi, capolavoro di Domenico Fontana datato alla fine del 500, sono iniziati da poco i lavori di restauro: a più di trenta anni dallultimo intervento, realizzato nel 75 con metodi alquanto invasivi. Lallestimento dei ponteggi, affidato alla ditta romana Ceccaranelli, dovrebbe concludersi a gennaio. Solo allora si potrà valutare lo stato di conservazione del travertino: a svolgere i test sarà il consorzio Arkè, che in Italia rappresenta leccellenza (la stessa èquipe ha già lavorato nei duomi di Siena e Orvieto). «Useremo la nebulizzazione di vapore acqueo - spiega Manuela Micangeli, specializzata nel restauro di materiale lapideo - con ugelli minuscoli, per rimuovere lo strato di inquinamento e polveri grasse senza intaccare le finiture». Il costo delloperazione, circa 500 milioni di euro, sarà ripartito al 50 tra i due committenti: il ministero della Cultura francese e i Pii stabilimenti della Francia a Roma e a Loreto, proprietari di San Luigi dei francesi e di altre quattro chiese (Trinità dei Monti, San Nicola dei Lorenesi, SantIvo dei Bretoni, San Claudio dei Borgognoni). A supervisionare i lavori, daccordo con la soprintendenza per i Beni architettonici, sarà lufficio Lavori di Palazzo Farnese. Ecco la durata del cantiere, scandita dallarchitetto Agnès Chodzko, che affianca il collega Didier Repellin, nominato dallesecutivo dOltralpe: «Per tutto il 2009, si lavorerà sul prospetto principale. Nel 2010, su quelli laterali». É ancora top secret, invece, lo sponsor privato - la trattativa è in via di definizione - che finanzierà una parte del progetto. La priorità, intanto, è «compiere i primi saggi di pulitura - precisa larchitetto Chodzko - . Al momento, sappiamo solo che la parte inferiore è più sporca di quella superiore». Per una chiesa ingabbiata dalle impalcature, unaltra fa proseliti cambiando lorario di visita. Stessa zona, vicino a piazza Navona, Santa Maria della Pace: uno scrigno di «tesori» - da Raffaello a Rosso Fiorentino e Orazio Gentileschi - per lo più inaccessibile con il vecchio turno, ingresso dal lunedì al venerdì, 10-12, su disponibilità del custode. Hai voglia a suonare il campanello: «Sono un appassionato di marmi antichi racconta Fabrizio Ranieri, medico in pensione -. Frequento questa chiesa da venti anni, ma quasi sempre lho trovata chiusa». Motivo? «Il guardiano è tuttofare, va e viene». Reduce dal forno con un filone di pane ancora caldo, Franco, il sorvegliante, si trincera nel silenzio. Lunica a dare spiegazioni è la perpetua di monsignor Paolo DAnna, rettore di Santa Maria della Pace: «Questa non è una parrocchia - mette in chiaro la donna - ma una rettoria». Per i profani, una lieve sfumatura, che in realtà chiarisce lequivoco: non celebrandosi messa, lapertura al pubblico non è tassativa, ma flessibile in base agli impegni del custode. Un vero peccato, certo, tenere sotto chiave un tale patrimonio. Dunque, il compromesso: «Si potrà visitare tre giorni a settimana, lunedì, mercoledì e sabato, dalle 9 alle 12», assicurala perpetua. Sorveglianza garantita, malgrado il malumore del custode. Committenti II ministero della Cultura francese e i Pii stabilimenti della Francia a Roma (Jpeg) [.]
ROMA - San Luigi dei Francesi. Al via il nuovo restauro
I lavori di restauro sulla facciata di San Luigi dei francesi a Roma sono iniziati. Il progetto, finanziato dal ministero della Cultura francese e dai Pii stabilimenti della Francia a Roma, prevede la pulizia e la conservazione del travertino. La nebulizzazione di vapore acqueo sarà utilizzata per rimuovere lo strato di inquinamento e polveri grasse senza intaccare le finiture. I lavori dovrebbero concludersi a gennaio. Allo stesso tempo, la chiesa di Santa Maria della Pace, vicino a piazza Navona, è stata chiusa per lavori di restauro, ma il pubblico potrà visitarla tre giorni a settimana, lunedì, mercoledì e sabato, dalle 9 alle 12.
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